Buone notizie, questa volta dal Messico, dove i vertici dell’Iteso, l’Università di Guadalajara gestita dai Gesuiti, hanno cancellato un incontro promosso dagli studenti di Relazioni internazionali e di Gestione pubblica, poiché impostato in modo tale da propagandare l’aborto.

A partire dal relatore, Guadalupe Ramos, rappresentante del Cladem-Comitato dell’America Latina e dei Caraibi per la difesa dei diritti delle donne, sigla che reclama la depenalizzazione dell’aborto. Sulla stessa linea anche l’altra ospite, chiamata a prendere la parola, Karen Luna, ricercatrice giuridica del Gire-Gruppo di informazione sulla riproduzione elettiva. Non meno inopportuna la terza invitata, María de la Luz Estrada, leader dei Cattolici per il diritto di scelta, gruppo ripetutamente condannato dalla Chiesa cattolica.

L’iniziativa, alla fine, è stata sospesa, come hanno spiegato le autorità accademiche con un comunicato ufficiale, sia per ragioni legate alla «sicurezza della comunità universitaria» a fronte di alcune minacce giunte sulla rete tramite i social, sia per i contenuti, poiché – si specifica nel testo – in ogni caso, «la vita umana è sacra» e questa è la posizione ufficiale dell’Ateneo, specie in un Paese, quale il Messico, in cui l’aborto è una delle cinque principali cause di morte per le donne, soprattutto se povere. Ma soprattutto è, tragicamente, la causa di morte certa e provocata per i loro bimbi, che tengono in grembo.