L’antilingua avanza e conquista altri neologismi: dopo la mistificante «interruzione volontaria di gravidanza», ecco spuntare sui media conniventi la non meno aberrante «interruzione volontaria di vecchiaia», mellifluo ed ingannevole sinonimo di “eutanasia”.

Un numero crescente di testate “politicamente corrette” ed allineate al “pensiero unico” sta introducendo il nuovo termine, per affrontare l’argomento e presentare i vari casi, come quello della 74enne Jacqueline Jencquel, in ottima salute ma decisa a farla comunque finita in una clinica svizzera: militante convinta pro-eutanasia, ha già programmato anche la data della sua dipartita, nel gennaio 2020.

Uno dei suoi figli, che realizza documentari, ha deciso di seguirla ovunque con la propria telecamera in questo suo ultimo anno di vita, offrendo così materiale di propaganda di prima mano.