In mezzo a tanta pubblicistica di scarso valore riguardante gli Ordini cavallereschi e quello Templare in particolare, spesso con sconfinamenti nell’esoterico, la nuova edizione del classico saggio di Georges Bordonove (1920-2007) permette una lettura allo stesso tempo piacevole ed altamente istruttiva. A oltre quarant’anni dalla sua uscita in Francia (1975) e a quasi trenta dalla sua prima traduzione italiana (1989), quest’opera si rivela un classico che giustifica pienamente le sue numerose edizioni.

Il taglio divulgativo (l’autore decide di farci seguire la vita di un ipotetico cavaliere, Jocelin, dal giorno del suo giuramento al Tempio alla vita in Terrasanta, per permetterci di rivivere i grandi eventi storici, che segnano la sua esperienza in trent’anni di servizio devoto all’Ordine fino all’ultima resistenza contro i saraceni) si affianca ad una fedelissima ricostruzione storica dello svolgersi della vita quotidiana, in cui si sottolinea il carattere religioso dell’Ordine Templare, come di quello Ospitaliero a cui si affianca e di quello Teutonico che li imita entrambi.

Dalle pagine di Bordenove trapela la funzione essenzialmente religiosa della vita cavalleresca, finalizzata alla difesa della Fede e dei luoghi di essa: le molteplici attività svolte in Europa (amministrazione delle commende, protezione dei traffici mercantili, gestione delle finanze, protezione del tesoro statale, eccetera) avevano come scopo principale quello di preparare uomini e milizie per assicurare la difesa della Terrasanta.

Pur essendo incentrato sulla vita quotidiana dei cavalieri, il saggio di Bordonove accenna sia alla nascita dell’Ordine (rigettando i pretesi fini esoterici alla sua origine), sia alla politica in Terrasanta (giustificando alcuni accordi stretti con i musulmani, intesi come mezzo per dividere un nemico preponderante ed altrimenti impossibile da sconfiggere), sia alla sua tragica fine (propendendo per la tesi del complotto politico e quindi negando la fondatezza delle accuse di eresia).