Interessanti elementi sono emersi in merito all’inchiesta sull’attentato compiuto in Francia presso il supermercato Leclerc alla Seyne-sur-Mer, dove lo scorso 18 giugno una 24enne velata e vestita di nero, al grido di «Allah akbar, siete tutti infedeli», ha colpito a coltellate un cliente al torace ed una commessa all’occhio, prima di essere arrestata.

È emerso, ad esempio, come l’enorme moschea della Seyne-sur-Mer, frequentata dalla donna, sia di tendenza salafita-riformista. Qui vi sono intervenuti personaggi come Ismail Mounir, vicino ad uno dei massimi esponenti del salafismo francese, l’imam di Brest, Houdeyfa, colui che nel 2012 definì le donne senza velo bersaglio “naturale” di stupri: «Se la donna esce senza onore – affermò – non si stupisca se poi gli uomini ne abusano».

Ma, sempre alla Seyne-sur-Mer si odono anche i sermoni dell’imam Abdessalem Souiki, che tiene anche dei veri e propri corsi nelle moschee e che vanta d’aver avuto come docente a Costantina, in Algeria, Mohamed al-Ghazali dei Fratelli Musulmani, colui che approvò l’assassinio dell’intellettuale riformista egiziano Farag Foda nel 1992, in quanto espressosi a favore di una laicizzazione della società e contro le discriminazioni a danno della minoranza copta. Scrisse al-Ghazali, professore presso la nota Università islamica di al-Azhar: «Se il governo fatica a condannare gli apostati, non importa chi sia a potersene fare carico». L’importante è che lo faccia, insomma.

Un altro imam che frequenta la moschea di Seyne-sur-Mer è Mourad Hamza. Le sue conferenze vengono anche pubblicate on line e qui si sentono affermazioni come: «Non seguire e non prendere come guida gli infedeli e soprattutto gli ipocriti e sorvola sul male che ti faranno. Ti faranno molto male. Parleranno, parleranno, parleranno, scusatemi, uso un termine forte: essi abbaieranno».

Con un simile retroterra islamico, significativamente radicalizzato, gesti quale quello compiuto dalla 24enne in quel supermercato colpiscono, ma non stupiscono.