Cari amici, partecipanti alla Marcia per la Vita, abbiamo ascoltato delle testimonianze meravigliose. Le mie povere parole possono aggiungere ben poco a quanto è stato detto fino ad ora. Ciò che avete ascoltato non sono solo parole, sono fatti, è vita vissuta, è qualcosa che è tragicamente accaduto e che accade ogni giorno, qualcosa che interpella la nostra coscienza, che spinge noi a testimoniare e la Marcia per la Vita è prima di tutto una testimonianza, un impegno che ci siamo assunti per non tacere, per essere vicini a chi soffre, a chi ha subito ingiustizia, per esprimere solidarietà alle vittime di un massacro, come quello causato dalla legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia.

C’è un libro della vita e c’è un libro della morte. In questo libro della morte la data del 22 maggio 1978 è scritta con caratteri di sangue, il sangue di quasi 6 milioni di vittime, 6 milioni di bambini non nati che ci trasmettono un messaggio che vogliamo raccogliere: è l’urlo silenzioso, uso l’espressione di un celebre documento del dott. Nathanson, la cui eco non si spegne e che noi vogliamo amplificare e ritrasmettere.

6 milioni in Italia in 40 anni, ma 50 milioni di bambini uccisi all’anno nel mondo, 137.000 al giorno, 5.700 all’ora.

Non vogliamo far passare questo anniversario senza chiedere ai nostri politici, e principalmente a coloro che sono qui in piazza con noi, di abrogare la legge 194 e, in attesa che si arrivi a questo, intanto di togliere immediatamente dalla spesa pubblica i 2-300 milioni di euro che ogni anno sono dedicati ad uccidere i nostri bambini. Tutti sappiamo quale sia la situazione della Sanità pubblica nel nostro Paese: è mai possibile che per avere un’ecografia, una tac, una risonanza, ci vogliano mesi se non ci si possa permettere di pagare profumatamente le analisi, ed invece per abortire, per uccidere, tutto si risolve in pochi giorni ed è tutto gratuito, perché a spese dello Stato e dunque di tutti noi contribuenti?

Tutto questo noi vogliamo denunciare perché la nostra è una società molto ipocrita, che ormai pratica l’eugenetica e l’infanticidio di Stato, di cui abbiamo avuto un drammatico esempio in Gran Bretagna con l’uccisione del piccolo Alfie Evans.

Noi però non vogliamo solo piangere le vittime, ma onorare l’esempio di tanti uomini e donne, che con coraggio difendono la vita. Uomini e donne come i genitori di Alfie Evans e i genitori di Vincent Lambert, che ci insegnano come il coraggio e la determinazione con cui si combatte siano una forza inarrestabile. Ciò che ci proponiamo con la Marcia per la Vita è anche incoraggiare ognuno di noi a non sottrarsi all’impegno, ma a reagire con tutte le proprie forze all’aggressione a cui siamo sottoposti. Sappiamo di avere di fronte un sistema politico, economico, giuridico e mediatico apparentemente invincibile, che ci vuole togliere anche la libertà di espressione: ma sappiamo che con l’aiuto di Dio tutto è possibile e, anche se la nostra Marcia riunisce credenti e non credenti nella comune difesa della vita, noi non abbiamo timore a proclamare pubblicamente, in questa piazza, il nome di Dio, Creatore e Signore della vita e della morte di ognuno di noi.

Siamo certi che Egli ci ascolta, siamo certi che Egli ci aiuta, siamo certi che Egli non cesserà di assisterci giorno per giorno, momento per momento, fino alla vittoria contro la cultura di morte che ci minaccia. Questa cultura, questo sistema ha in sé stesso i germi della sua auto-distruzione. La causa per cui combattiamo contiene invece in sé i germi della vita e della vittoria. Noi rappresentiamo il futuro, non solo per quanto riguarda l’Italia, ma per quanto riguarda il mondo. Per questo siamo vicini a coloro che domani marceranno in Argentina e venerdì prossimo voteranno in Irlanda, in ambedue i casi per evitare che sia introdotta una legislazione abortista nei loro Paesi. La dimensione internazionale della lotta è una delle ragioni della nostra fiducia.

Vogliamo esprimere infine la nostra fiducia e la nostra convinzione con un gesto simbolico, che chiuderà ufficialmente la nostra manifestazione.

Chiedo perciò agli amici di Alfie, che rappresentano tutti coloro che hanno seguito con tanta apprensione e affetto quanto succedeva a Liverpool, di salire sul palco mentre prego tutti voi di rimanere ancora qualche minuto in piazza.

Un grazie caloroso a tutti e appuntamento per il 18 maggio 2019 per la prossima Marcia per la Vita.