Secondo un recente sondaggio, condotto dalla Fondazione Századvég a proposito dell’immigrazione clandestina in Europa, il 78% degli intervistati è favorevole a controlli più stretti alle frontiere, mentre il 68% ha espresso un timore «forte» o «moderato» di nuovi arrivi massicci nel prossimo decennio.

Il problema viene percepito, insomma, come grave dal campione prescelto, costituito da mille cittadini adulti residenti nei 28 Paesi facenti parte dell’Unione europea, Unione la cui politica aperturista esce sonoramente bocciata da una maggioranza scontenta.

Preoccupazione è stata manifestata dal 70% degli intervistati anche circa il rapido incremento di presenze islamiche nel nostro Continente. L’immigrazione viene percepita associata ad un maggior rischio di criminalità e terrorismo. Il 73% degli intervistati ritiene, inoltre, che l’immigrazione rappresenti un peso finanziario eccessivo per i bilanci dei Paesi dell’Unione e guarda all’esempio offerto dai Paesi dell’Europa centrale o orientale, che hanno saputo gestire meglio il problema ed opporsi alle domande di accoglienza di massa pervenute.