Spagna sempre più intrisa di ideologia gender. Dal prossimo anno accademico le sei Università pubbliche di Madrid vareranno corsi per formare esperti in «uguaglianza di genere», proponendo la materia ovunque ed in mille diverse ed improbabili combinazioni.

Così ecco presso l’Ateneo di Alcalá il corso di laurea in «specialista di eguaglianza sul mercato del lavoro»; a Madrid, quello di «Economie di genere, lavoro, impiego e pensioni»; presso l’Università Complutense, quello di «Applicazione della prospettiva di genere nelle imprese culturali; presso l’Università Carlo III, il corso di laurea in «Gestione delle politiche egualitarie»; presso l’Università Re Juan Carlos, il corso di «Prevenzione della violenza di genere e sessuale nell’ambito lavorativo»; presso il Politecnico di Madrid, infine, quello di «Specialista in genere, tecnologia e leadership». Insomma, qualsiasi pretesto è buono, insomma, pur di promuovere l’ideologia gender.

Come mai tanto interesse? A muovere, è certo la volontà di rincorrere il «politicamente corretto», in totale e prone ossequio il pensiero unico ed assolutamente dominante. Ma non si tratta solo di questo. In ballo ci sono i soldi, molti soldi: chiamati «lo sterco del diavolo» da San Basilio di Cesarea, di fatto sono la seduzione, con cui in questi anni le centrali Lgbt internazionali hanno conquistato spazi e “comprato” materialmente consensi: anche in questo caso, infatti, accordi precisi sono stati già sottoscritti dalle Università pubbliche col governo della Comunità Autonoma di Madrid. Per l’avvio delle nuove lauree è stato previsto e stanziato un investimento pari a 470.944 euro, co-finanziato al 50% dal governo regionale e dal Fondo Sociale Europeo. Una cifra, cui gli Atenei non han purtroppo saputo, né voluto dire di no.