Incredibile, davvero un triste primato per l’Oregon, primo Stato negli Usa ad approvare un progetto di legge, l’HB 4135, che di fatto consente di far morire di stenti i pazienti con infermità mentale (compresi demenza senile ed Alzheimer), condannandoli alla fame ed alla sete.

Il Senato e la Camera lo hanno varato, presentandolo come una sorta di “aggiornamento” del modulo per la direttiva anticipata, inserita nello Statuto del Paese nel 1993, il che rende il tutto quanto mai problematico, poiché potrebbe essere la prospettiva prossima ventura ovunque sia stato varato il trattamento di fine vita.

In cosa consiste? In pratica, si capovolge la normativa finora esistente: ora il paziente con disabilità mentali, che,  quand’era in salute, non abbia espressamente dichiarato il contrario, può essere ammazzato per inedia anche contro la sua volontà.

Secondo la direttrice esecutiva dell’Oregon Right to Life, Lois Anderson, questo disumano provvedimento espone i cittadini più «vulnerabili» a restare non solo privi di «protezione» e del «diritto alle cure di base», bensì anche di alimentazione ed idratazione.

Il progetto di legge così approvato,  ora, finirà sul tavolo del governatore dell’Oregon, Kate Brown, per la firma e l’assunzione definitiva come legge. Purtroppo, non c’è da aspettarsi nulla di buono: Brown è sostenuta dai gruppi filo abortisti, tra cui Planned Parenthood.

L’Oregon non è purtroppo nuovo a primati di morte: fu il primo Stato a legalizzare l’aborto nel 1969 ed a legalizzare il suicidio assistito nel 1997.