Incredibile, la lobby Lgbt avanza ovunque ed a grandi passi.

La riprova giunge da due diverse situazioni. La prima in Spagna, dove il ministro della Salute, Dolores Montserrat (nella foto), ha annunciato l’intenzione da parte del governo d’imporre un «professore d’eguaglianza di genere» o «co-educatore» in qualsiasi scuola, di qualsiasi ordine e di qualsiasi grado.

Tale figura già esiste presso le Autonomie d’Andalusia e di Valencia, ma ora il provvedimento verrebbe automaticamente esteso a tutto lo Stato. Tra i contenuti previsti, anche quelli relativi alla storia del movimento femminista.

Spostandoci in Canada, la musica non cambia. Ed è il caso di dirlo, poiché qui, dopo 12 precedenti tentativi, l’altroieri è stato approvato al Senato un progetto di legge, che mira a rendere gender-compatibile niente meno che l’inno nazionale, O Canada. Apparentemente la modifica introdotta non è trascendentale: anziché cantare «imperare in tutti i tuoi figli», s’intonerà «in tutti noi».

Ma, a caricarlo di significati “altri”, sono stati gli stessi promotori dell’iniziativa, a partire dall’iperliberale premier, Justin Trudeau, che ha twittato: «Il progetto di legge, deciso a rendere l’inno neutro, ha superato la terza lettura al Senato, un altro passo positivo verso l’eguaglianza di genere». Alcuni conservatori hanno obiettato come simili modifiche debbano essere quanto meno sottoposte a referendum: ma non si illudano, nel caso lo si facesse, di vincere. Le lobby tramano… Anche l’inno italiano, con quel «Fratelli d’Italia», deve ritenersi decisamente “a rischio”…