Non c’è bisogno di andare in Siria o in Cina, per scovare atti cristianofobici: lo rivela una fonte ufficiale e di sicuro non confessionale, il Ministero dell’Interno francese, analizzando i dati forniti dall’Scrt-Servizio centrale d’informazione territoriale della Dscp-Direzione centrale della Sicurezza Pubblica. Oltralpe, nella civilissima ed europeissima Francia, nel 2017 sono stati ufficialmente registrati ben 878 episodi di violenza contro edifici sacri e tombe cristiane, in pratica 5 ogni 2 giorni. Per avere un criterio di confronto, basti pensare che quelli condotti contro edifici e loculi islamici nello stesso periodo sono stati solo 72, dato peraltro in calo rispetto al 2016.

Meglio in Germania, dove, secondo il Bundeskriminalamt, l’Ufficio federale di Polizia criminale, gli atti cristianofobici sarebbero stati solo 100 lo scorso anno. Anche ammettendo (ma non concedendo) per buona tale cifra, resterebbero comunque tanti: in particolare, si tratterebbe di 14 aggressioni contro cristiani da parte di profughi e rifugiati (cifra forse un po’ troppo ottimistica); l’omicidio di una giovane cristiana a Priem am Chiemsee, in Baviera; 9 casi di lesioni corporali; ed uno d’incendio doloso.

Che questi numeri siano però da prendere molto con beneficio d’inventario, lo rivela anche l’Observatoire de la Christianophobie, dando la notizia: di roghi, lo stesso Osservatorio, pur con mezzi più limitati degli uffici federali, nel corso del 2017 ne aveva segnalati due e non uno solo. Non sarebbe fuori luogo un’attenta verifica…