Joris-Karl Huysmans è universalmente noto per il romanzo À rebours (Controcorrente o A ritroso, 1884), al contempo manifesto e vertice ineguagliato del decadentismo.

Ciò che è meno noto è che dal quel momento egli scrisse quattro opere – Là-bas (L’abisso, 1891), En route (Per strada, 1895), La Cathédrale (La Cattedrale, 1898) e L’Oblat (L’oblato, 1903) –, caratterizzate dallo stesso protagonista e dal suo percorso di ricerca della verità, di approdo ad essa, di conversione e addirittura di ingresso nell’ordine dei Trappisti.

Nell’ultima opera si conclude il percorso personale di Huysmans, passato dall’estetismo più raffinato al porsi in cammino alla ricerca della Fede, dopo aver addirittura sfiorato il satanismo (è questo l’abisso a cui fa riferimento il titolo del suo romanzo), alla contemplazione della bellezza della cattedrale di Chartres, per giungere all’abbazia benedettina di Val des Saints (nome simbolico dietro il quale l’autore nasconde la reale abbazia di Ligugé, dove egli stesso visse i suoi ultimi anni di vita).

Ne L’oblato Huysmans scrive memorabili pagine sulla liturgia cattolica, sul Cattolicesimo contemporaneo e sulle questioni centrali della fede, in particolare sullo scottante tema della sofferenza. Il risultato è un romanzo che cozza con la modernità e che indica una via di ascesi, che non a tutti è semplice percorrere.

Quella pubblicata da D’Ettoris è la prima traduzione italiana del libro, realizzata comunitariamente dalle monache benedettine del Monastero San Benedetto di Bergamo.