Si è tenuto lo scorso novembre a Siracusa un dibattito sul tema Chiesa e Massoneria, così vicini così lontani, promosso dal Goi-Grande Oriente d’Italia, evento cui era stata da tempo preannunciata la partecipazione, assieme ad esponenti delle logge, anche del Vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, e di mons. Maurizio P. Aliotta, sacerdote dell’Arcidiocesi di Siracusa.

Il che già qualche problema lo crea. Non va, infatti, dimenticato come massoneria e Chiesa siano e debbano restare antitetici per incompatibilità sostanziale. A ricordarcelo, è la Dichiarazione sulla massoneria, emanata nel 1983 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede cattolica, dichiarazione che ribadisce la scomunica per qualunque cattolico aderisca alle logge, colpevole di «peccato grave» contro l’integrità della fede, come previsto dal canone 1364 del Codice di Diritto Canonico. Già da qui si può capire quanto problematico sia definire Chiesa e massoneria “vicine”… Del resto, l’ambiente laicista ed esoterico del GOI, dall’Ottocento ad oggi, promuove o quanto meno non ostacola tutto quanto si opponga ai dogmi di fede e morale della Chiesa Cattolica: ad esempio, divorzio, laicismo socio-politico, scuola aconfessionale, aborto, contraccezione, Pacs, Gay Pride, eutanasia, forse anche il gender. Come, per quanto si cerchi, trovare punti di contatto?

Che tuttavia da decenni vi siano crescenti ammiccamenti da parte soprattutto delle logge verso la Chiesa Cattolica ed i suoi esponenti è assolutamente vero. In tal senso sconcerta quanto apparso lo scorso 3 novembre sul quotidiano della Cei, Avvenire, il cui direttore, Marco Tarquinio, rispondendo al Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, ha definito il «pubblico dialogo» di Siracusa come uno scambio di «punti di vista e modi di proporsi», esaltandolo prevedibilmente come un «segno buono».

Dell’inopportunità per esponenti di spicco della Chiesa di partecipare ad un convegno promosso espressamente dalla massoneria, si è detto; quanto ai contenuti, si fa fatica a considerare la fede cattolica come un “punto di vista”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica la definisce «un atto personale», la «libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela», mai un “punto di vista” (n. 166)… O è anche questo un concetto da sottoporre a “revisione”?