A vent’anni dall’uscita de Il crociato del secolo XX, Roberto de Mattei ritorna con un ponderoso saggio sul pensatore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), questa volta non per ripercorrerne le vicende biografiche, ma per analizzarne – ed attualizzarne – il pensiero. Alla nota successione delle quattro rivoluzioni, che hanno progressivamente minato la Cristianità medioevale (quelle luterana, 1517; francese, 1789; bolscevica, 1917; dei costumi, 1968), de Mattei aggiunge l’attuale rivoluzione nichilista, quella della dissoluzione, in cui stiamo vivendo, caratterizzata (e coadiuvata) anche dalla mancanza di una guida sicura al vertice della Chiesa.

L’autore paragona l’opera del prof. Plinio a testi fondamentali come il Sillabo o l’enciclica Pascendi: il paragone non sembri esagerato, tenendo conto che «il profetismo di Plinio Corrêa de Oliveira si manifestò nella capacità di interpretare gli eventi del proprio tempo alla luce dei princìpi della Chiesa, prevedendone spesso gli sviluppi e le conseguenze» (p. 285), come accadde nel giudizio dato all’inaugurazione del Vaticano II. Per contro, egli vede nella Regalità sociale di Cristo e di Maria un obiettivo imprescindibile della società umana, poiché se è vero che «il Regno di Dio si realizza nella sua pienezza nell’altro mondo, per ciascuno di noi esso incomincia a realizzarsi in stato germinale già in questo» (p. 306).

Anche non potendo ipotizzare l’attuale crollo verticale nello stile della Curia di Roma, il prof. Plinio aveva ben presente la drammatica profezia di Fatima, con le sue richieste (inascoltate), i suoi moniti, le sue previsioni tragiche, ma anche la sua promessa finale, il trionfo del Suo Cuore Immacolato.