Incredibile, la Pontificia Università Gregoriana di Roma ha accolto lo scorso 17 ottobre un convegno interreligioso dal titolo «Illuminazione e via tantrica», promosso niente meno che dall’Ufficio nazionale per l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso, nonché dall’Unione Hinduista Italiana.

Il tantra o tantrismo rappresenta una sorta di «rivoluzione interiore, uno spogliarsi di qualsiasi credenza, di qualsiasi morale, di qualsiasi condizionamento o pregiudizio», ancor più «sfida i tabù, le fedi e i dogmi imposti da qualunque religione». Il che indica una sorta di agnosticismo programmatico, che rivela una sostanziale inconciliabilità con la fede cattolica. Già l’allora card. Ratzinger, nel corso di un’intervista concessa nel marzo 1997 al settimanale L’Espresso, ebbe così ad esprimersi: «Se il buddhismo seduce è perché sembra una promessa di toccare l’infinito, la felicità, senza avere obbligazioni religiose concrete. Una spiritualità erotica, in qualche modo». Ed aggiunse nel 2002 in un’intervista a Vittorio Possenti come il buddhismo rifiuti il Cristianesimo, «in quanto estraneo». Più chiaro di così.

Nell’induismo vi sono due tantra, il dakshina marga o sentiero della mano destra ed il vama marga o sentiero della mano sinistra. Quest’ultimo include anche tecniche di “meditazione” e riti, che ricorrono a veri e propri atti sessuali ed a tecniche a dir poco disgustose: il partner sarebbe semplicemente una «porta» verso il «tutto» e non avrebbe alcun altro significato. Alcuni rami del tantrismo di matrice esoterica giungono addirittura ad insegnare pratiche di magia sessuale da praticare nel corso di rapporti extraconiugali e con partner occasionali.

Già in tempi non sospetti José María Baamonde, uno dei fondatori del Ries, Rete Iberoamericana per lo Studio delle Sette, sconsigliò con forza a monasteri e case di spiritualità di corsi di iniziazione al Tantra o similari, ritenendo tutto questo una strategia per «infiltrarsi negli ambienti cattolici con le scuse più disparate», ammonì l’esperto. Evidentemente (e drammaticamente) oggi inascoltato. «Il Tantra è una variante dello yoga sessuale» precisava Baamonde, per cui non v’era nulla da stupirsi se, nel programma del corso, figurassero anche discipline come «massaggio per le coppie e di gruppo» e tecniche come quella dell’«abbraccio tantrico».

Dove l’Ufficio nazionale per l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso può mai rintracciare punti di dialogo o di contatto con la morale cattolica? È moralmente lecito un dialogo a qualunque costo?