(di A.D.M.) Già da diversi anni i dati Istat certificano il drammatico calo delle nascite nel nostro Paese, tanto che il numero dei morti ha ormai superato quello dei nati. Eppure, Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, sembra focalizzare l’attenzione sul problema demografico proprio ora, guarda caso nel bel mezzo del dibattito politico circa l’approvazione dello Ius soli.

In un articolo dell’8 ottobre dal titolo Senza i figli degli immigrati inverno demografico più rigido, Francesco Riccardi descrive con dovizia di particolari statistici il trend negativo delle nascite in Italia, per concludere che l’apporto demografico degli stranieri, seppur non sia risolutivo, rappresenta una delle poche ancore di salvezza cui aggrapparsi.

In sostanza, il quotidiano Avvenire pare mettere in luce dati certi e ormai ampiamente noti per finalità puramente ideologiche, dal momento che nell’articolo non v’è alcune menzione circa le cause profonde dell’inverno demografico del nostro Paese, se non un timido riferimento a motivazioni generiche e facili da spendere, come la crisi economica e i cambiamenti culturali. Nessun accenno dunque alla causa prima del drammatico calo delle nascite in Italia ma anche in Europa, ossia l’aborto volontario.

è opportuno ricordare che sono ormai sei milioni i morti ufficiali dall’entrata in vigore della sciagurata legge 194/1978. Senza contare le vittime dell’aborto chimico. Provvidenzialmente ci pensa la Marcia per la Vita a rompere la coltre di silenzio, menzogne e ipocrisia che copre il più grande genocidio dell’umanità. Ogni anno, ormai dal 2011, decine di migliaia di persone sfilano per le vie della Capitale per protestare senza giri di parole contro l’aborto volontario, contro la legge 194. Il problema demografico italiano non si risolve dunque facendo lo spot allo Ius soli, ma diffondendo un’autentica cultura della vita.