«Forse noi siam l’homunculus di un chimico demente…», si chiedeva provocatoriamente un secolo e mezzo fa Arrigo Boito nella poesia Dualismo nel tentativo – infruttuoso – di dare una risposta alla domanda «come sia nata la vita sulla terra?», per poi accettare l’idea del creazionismo.

Ma il mondo contemporaneo ha fatto prevalere invece nell’insegnamento scolastico la teoria che l’origine della vita risieda in reazioni casuali di semplici composti chimici (creati da chi?), da sempre presenti in un’ipotetica «atmosfera primitiva». Una teoria che è ritenuta ormai una verità “scientificamente dimostrata”. In realtà, più che di vera scienza, dovremmo parlare di una filosofia materialista spacciata per scienza.

Giulio Dante Guerra, chimico dei biomateriali e ricercatore del CNR, già autore di diverse pubblicazioni scientifiche, in questo libro, dal taglio divulgativo ma non per questo meno rigoroso, esamina e mette a confronto, gli stessi risultati sperimentali dei sostenitori dell’abiogenesi, vale a dire la nascita (genesi) dalla non vita (a-bio), cioè la nascita spontanea e soprattutto casuale del vivente dal non vivente. Il libro discute anche la cosiddetta “vita artificiale”.

La risposta è molto chiara: l’ordine (cosmos) non può nascere dal caos. Con buona pace di Hawkins e di chi si fa forte della teoria del Big bang per “dimostrare” l’inutilità di Dio…