Giovanni Paolo II amava ripetere che «la Verità rende liberi», perché essa mette a servizio di un bene superiore l’intelligenza, la sensibilità, il carisma, la conoscenza dell’uomo. Non si può mentire affermando quello in cui si crede; non si può mentire perseguendo un bene che non ci appartiene. Oggi è tragicamente attuale il dramma di Marlowe, perché molti sono i Faust della politica, della cultura, dell’arte, della religione. Gli effetti di tale dramma del XXI secolo sono devastanti sia per chi è intriso di cultura relativista, sia per chi cerca la verità nella vita e in tutto ciò che felicemente o drammaticamente impatta il cuore e l’intelligenza.

In queste pagine il cardinal Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, dà uno splendido esempio di «cristiano credibile» (Benedetto XVI), di come un uomo possa testimoniare con chiarezza e coraggio la propria fede, il proprio pensiero, i propri sentimenti, non censurando ciò che pensa sui temi più importanti riguardanti la Chiesa, la Società, il Mondo.