Antisemitismo congenito (cfr. il film Amen di Costa-Gavras), manipolazione dei Vangeli (Il codice da Vinci), persecuzioni dei pagani (Agorà di Alejandro Amenábar), le Crociate fatte per motivi economici, l’Inquisizione a caccia delle streghe, la persecuzione di Galileo, lo sfruttamento dello schiavismo, l’arretratezza tecnologica e culturale di fronte al protestantesimo: una per una Rodney Stark smonta molte delle “colpe” che storici partigiani da un lato e la grancassa mediatica dall’altro hanno attribuito per anni alla Chiesa cattolica. Il suo intento non è di negarle, bensì di ricondurle alla loro giusta dimensione. Ad esempio, lo scontro tra Cristoforo Colombo ed i teologi non avvenne sulla sfericità della terra (nessun dotto la considerava piatta da secoli: si pensi solo alla cosmologia dantesca), bensì sulla reale distanza tra l’Europa e il Giappone, meta di Colombo e che il navigatore genovese aveva calcolato per difetto, salvandosi solo grazie all’inaspettata scoperta del continente americano.

Esiste però una “vulgata” politicamente corretta, che continua a propalare una serie di conclamate falsità storiche sulla Chiesa e sul Cattolicesimo. Rodney Stark, docente di Sociologia delle religioni presso la Baylor University, denuncia e smentisce tali pregiudizi, inesattezze e calunnie che compongono un sapere diffuso e condiviso. Si tratta di un testo basato su una scrupolosa ricerca e su un’accurata disamina delle fonti e degli eventi, che in relazione a ciascuno dei miti anticattolici più radicati dimostra come la menzogna si sia inesorabilmente trasformata in verità spesso grazie alla letteratura: è il caso della leggenda sulla “terra piatta” di Colombo, che nacque solo nell’Ottocento grazie a un testo di Washington Irving (l’autore de La valle di Sleepy Hollow). O, in tempi più recenti, alla menzogna contro Pio XII, dovuta alla calunniosa pièce teatrale Il vicario, scritta nel 1963 dall’altrimenti ignoto Rolf Hochhuth su pressione del Kgb e ripresa dal film Amen del comunista Costa-Gavras.