La chiesa di S. Pietro in Tarquiano, ad Agazzano, era gremita lo scorso primo maggio per la V edizione della Giornata della Buona Stampa Cattolica, avente come tema generale ’17: la rivoluzione dell’uomo, tema declinato secondo tre fasi storiche rivelatesi estremamente critiche: il 1517 col protestantesimo; il 1717 con la massoneria; il 1917 con comunismo e nuovo ordine mondiale. Dopo il saluto dell’avv. Marco Sgroi, a nome del Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum, sotto la cui egida si è svolta l’iniziativa, è intervenuto don Marino Neri, presentando i principi filosofici e teologici della Riforma. La mistica renana da un lato ed il nominalismo dall’altro rappresentano due poderosi attacchi alla Scuola tomista, che sta attraversando un periodo di profonda crisi.

Il “padre” della Riforma ritiene che, «per esser verità, Dio si sia fatto menzogna». Non «fides et ratio – ha commentato don Marino – bensì fides sine ratione»: come criterio, «l’unica disposizione nei confronti della grazia» non sarebbero i Sacramenti, bensì «l’eterna predestinazione nei confronti di Dio, senza alcun merito». Lutero ritiene che Dio possa volere tutto ed anche il suo contrario, indistintamente, e riduce la Chiesa ad esser una semplice «assemblea di credenti». Cogliamo in questi discorsi germi anche oggi al centro del dibattito filosofico e teologico in ambito cattolico, un dibattito quindi non esente da rischi.

Padre Paolo Maria Siano ha poi parlato di massoneria, spiegando come «la sua essenza sia immutata dal 1717 ad oggi». Di per sé ama presentarsi come adogmatica ed aconfessionale, ma non è proprio così: nella ritualità inglese, è «un sistema etico e morale», il Maestro Venerabile deve impegnarsi «a farne conoscere la mistica», nelle Costituzioni del Goi, il Grand’Oriente d’Italia, si parla espressamente di un «ordine iniziatico», di «simbolismo» e di «esoterismo» rosacrociano, vissuto come il «ricongiungimento del sé al principio divino». In Italia ed in Francia l’iniziazione viene ritenuta «indelebile», quindi considerata quasi alla stregua di un sacramento e presentata come una «simbolica morte». Gli stessi Maestri Venerabili ed il Gran Maestro godrebbero di un magistero iniziatico e di un’autorità ritenuta sacra ed inviolabile. Al cuore della massoneria sta una precisa ritualità impregnata di magia, si è di fronte ad un «teismo, ch’ è ad un tempo non confessionale, pluriconfessionale e sovraconfessionale», interpretabile a piacimento, all’insegna del relativismo più spinto. Ma è nell’ultimo grado, che si aprono le porte a forme di satanismo e ad una gnosi luciferina: qui il male viene inteso quale elemento inscindibile del divino, il che conferma l’incompatibilità tra massoneria e Chiesa Cattolica.

Ha concluso la mattinata l’intervento del prof. Ettore Gotti Tedeschi, il quale ha spiegato per quali ragioni la globalizzazione sia fallita: «perché ha usato il modello marxista, ispirandosi ad una visione luterana e gestita da ambienti gnostici. è fallita, insomma, perché non aveva valori morali di riferimento». Ha concluso la splendida Giornata della Buona Stampa la S.Messa, celebrata in Rito Romano Antico, partecipatissima non solo per la chiesa gremita, ma soprattutto per l’evidente clima di comunione ideale e spirituale tra i fedeli presenti.