Il 5 settembre 1793 la Convenzione nazionale pone “il Terrore all’ordine del giorno” in Francia. È un momento di svolta per la Rivoluzione francese, a cinque anni dal suo inizio. Un anno prima la monarchia è stata rovesciata e i rivoluzionari hanno proclamato la Repubblica. A gennaio Luigi XVI è stato ghigliottinato. Una coalizione di potenze nemiche preme ai confini della Francia, mentre a ovest, in Vandea, divampa la controrivoluzione.

In questo contesto drammatico si consuma la lotta politica per assumere le redini del paese: i girondini di Brissot, i cordiglieri di Danton, i giacobini stretti intorno alla figura dell’Incorruttibile, Robespierre, combattono una guerra senza esclusione di colpi per far trionfare la propria idea di Rivoluzione. Scritta alla luce della storiografia più recente, questa Storia del Terrore torna a raccontare, in modo nuovo e originale, le vicende del periodo più tormentato della storia francese, quello del Terrore, intrecciando vicende politiche, militari, sociali e drammi personali, per tracciare un quadro vivido di un’epoca che ha cambiato, nel bene e nel male, la storia dell’Occidente.

Pur essendo un saggio divulgativo con una narrazione non accademica (secondo lo stile anglosassone detto narrative journalism) Storia del Terrore cerca di rispondere alla domanda: perché la Rivoluzione ha imboccato la strada del Terrore? Si dimostra che il Terrore non fu affatto una parentesi (o uno «slittamento», come lo definì inizialmente Furet), bensì l’essenza stessa della Rivoluzione, rintracciabile fin dalle sue primissime fasi.