Che cos’è la gnosi? Questo difficile concetto può essere riassunto dicendo che la gnosi (dal greco “conoscenza”) risulta un movimento antecedente al Cristianesimo, che permette la salvezza e la rigenerazione; essa appare come una conoscenza non razionale, bensì ideologica. All’interno del Cristianesimo, essa si è incarnata in alcune delle principali eresie (come quella dei catari) e movimenti religiosi anticristiani (come la teosofia) ed attualmente è alla base del nichilismo e dell’esistenzialismo con la pretesa mancanza di significato dell’esistenza terrena.

Il saggio del saggista pordenonese Massimiliano Merisi, docente di Lettere nei licei e formatosi alla scuola del critico letterario cattolico Rocco Montano, cui ha dedicato diversi volumi, si propone di applicare il concetto di gnosi – svincolato da riferimenti storici troppo angusti e aperto su una prospettiva ampia di ordine quasi trascendentale – all’ambito letterario, non tanto per cogliervi eventuali caratteri gnostici – operazione già più volte felicemente tentata – ma, e in questo consiste la vera originalità dell’opera, per ritrovare in una particolare tradizione e in un determinato contesto una possibile reazione e risposta a quelle ambigue declinazioni.

Lo spazio letterario in cui l’autore ritiene di poter individuare questa reazione e questa risposta, legato a un realismo saggio e discreto, alieno da ogni utopia di fuga dalla concretezza limitata ma buona dell’esistente, è quello essenzialmente latino dell’Umanesimo italiano, di cui il volume intende anche proporre, entro queste coordinate e attraverso lo specimen dei suoi campioni più rappresentativi, una possibile ermeneutica alternativa. Infine Merisi si dedica al “mito” di Ariosto, dicendo che le sue opere, soprattutto le Satire, sono «credibili e degne» e in esse possiamo trovare «un ritratto del vero Ariosto», lontano dalla mitizzazione moderna (nel senso di gnosticamente anticristiana) del suo principale lavoro, l’Orlando furioso.