La casa editrice Rizzoli, nella storica collana Bur, sta riproponendo i romanzi storici di argomento religioso, scritti da Louis de Wohl (1903-1961). Quelle dello scrittore tedesco naturalizzato inglese sono biografie di uomini illustri, di filosofi, di Santi, tutti personaggi dalla biografia ben nota.

In questo caso, invece, l’autore si confronta con il centurione, che assisté alla crocifissione di Nostro Signore ed affondò la lancia nel Suo costato per constatarne la morte. Di lui, storicamente, sappiamo ben poco: ci è stato tramandato solo il nome, Cassio Longino, e nulla più. Quasi tutto il resto di quanto ci è noto proviene dalla duecentesca Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, che è alla base dell’agiografia corrente e la quale, peraltro, dedica al Santo (ricordato dalla Chiesa il 16 ottobre) solo poche righe, quasi tutte incentrate sul suo martirio, avvenuto alla fine di 28 anni di vita monastica, intrapresa dopo la conversione sul Golgota e la decisione di lasciare l’esercito.

Louis de Wohl – che peraltro decide di incentrare il suo romanzo sulla vita di Longino precedente l’incontro con Cristo – parte quindi da questi scarni spunti per costruire quello che, pur essendo rispettoso dei tratti essenziali dei principali personaggi storici presenti in primo piano e sullo sfondo, è un lavoro in massima parte di fantasia. Forse proprio per questo, per non essere costretto da troppi “paletti”, riesce a tessere una trama estremamente coinvolgente, che s’incastra perfettamente nella nar­razione dei Vangeli.

Così seguiamo le vicende di un giovane dal brillante avvenire militare e sociale (i Longini erano una conosciuta famiglia dell’aristocrazia romana), che, per salvare il padre dalla prigione per debiti, decide di offrirsi come schiavo, rinunciando a tutto per pagare gli esosi creditori. Purtroppo il genitore verrà presto ucciso dal suo persecutore e Cassio vivrà il resto della propria esistenza con l’impressione dell’inutilità del suo gesto e, quindi, con l’unico scopo di riuscire a vendicarsi dei nemici della sua famiglia. Ma su di lui esiste un disegno divino che lo porterà alla redenzione: l’atto di amore nei confronti del padre, lungi dall’essere un sacrificio senza senso, è invece un momento fondamentale per il suo cambiamento esistenziale: dopo essersi liberato dalla schiavitù fisica, si libererà da quella morale e religiosa, abbracciando con piena coscienza la vera Fede.