Con linguaggio semplice e chiaro, il prof. Stefano Fontana presenta 2.500 anni di pensiero occidentale in un agile volume. L’Autore legge i movimenti di pensiero che hanno segnato la storia della civiltà valutativamente ovvero con criterio, il criterio della filosofia perenne, della filosofia dell’essere. L’Autore presuppone una Verità oggettiva, conoscibile e pensabile: allora la filosofia non è più intesa come collezione di sistemi tra loro incomparabili, esiste anzi un criterio di giudizio per poter giudicare “le filosofie” ed è propriamente la capacità di cogliere la realtà.

La filosofia classica è riconosciuta nel suo sforzo conoscitivo e nel suo esito imperfetto ma positivo. Emerge centrale l’incontro con la Rivelazione cristiana. La grande Scolastica duecentesca svetta in perfezione. Molto acuta l’analisi della crisi dal nominalismo trecentesco ad oggi. Da apprezzare la valorizzazione di filosofi contemporanei spesso ostracizzati per il loro Cattolicesimo antimoderno quali Donoso Cortes, De Corte, Meinvielle.

Si percepisce in molte pagine l’eredità ideale di Cornelio Fabro e Augusto Del Noce, dall’Autore letti e assimilati. Non mancano valutazioni controcorrente relative al pensiero cattolico contemporaneo: puntuale, ad esempio, la critica a Maritain ed al personalismo. Argomentatamente severo il giudizio su Rahner. Opera coraggiosa, schiettamente cattolica, ben scritta, adatta anche a chi sia digiuno di filosofia (don Samuele Cecotti).