Sono molti gli articoli ed i programmi “a tesi” preconfezionate, propinati al grande pubblico. L’ennesima conferma è giunta dalla trasmissione emessa da Radio3 lo scorso 8 settembre, 109 anni dopo l’enciclica Pascendi dominici gregis di San Pio X. A condurla, è stato chiamato Alfonso Botti, docente di Storia Contemporanea all’Università di Modena e Reggio-Emilia. La sua non è certo una voce super partes: è infatti condirettore della rivista Modernism, che lui stesso ha definito erede del modernismo storico. E’ chiaro, dunque, in partenza quale potesse essere il taglio dato al programma.

Dal primo all’ultimo secondo, la mezzoretta radiofonica ha rappresentato un pervicace e studiato attacco a San Pio X ed alla sua enciclica, senza mai spiegare cos’abbia rappresentato e cosa rappresenti ancorail modernismo, né come esso abbia mirato e miri non ad una o più verità di Fede, bensì alle radici stesse della medesima. Le 65 proposizioni condannate dal decreto del S. Uffizio Lamentabili sane exitu del 3 luglio 1907 e l’anatema al modernismo contenuto nell’enciclica Pascendi dominici gregis non sono stati considerati per ciò che furono ovvero una legittima difesa dall’incombente pericolo, bensì liquidati sommariamente come «una curvatura conservatrice ed integralista del Cattolicesimo».

Il Sodalitium Pianum, associazione fondata a Roma nel 1909 da mons. Umberto Benigni allo scopo di vigilare sull’insegnamento nei seminari e nelle università, affinché qui non fosse diffuso l’errore, è stata grottescamente presentata come «un’associazione segreta e spionistica». Ovviamente, pollice verso anche circa il giuramento antimodernista del 1 settembre 1910. E’ triste constatare come un accademico, quindi un uomo di ricerca, riesca con le lenti deformanti dell’ideologia a prodursi un’immagine di vicende ed uomini tanto lontana dalla realtà e dalla Storia, insegnandola ad altri e reiterando quindi l’errore nelle generazioni a venire.