Un grido rabbioso di dolore per chi assiste, giorno dopo giorno, al quotidiano disfacimento di quella che fu la civitas christiana e che ora non è più cristiana, ma non è più neppure una civiltà degna di questo nome.

Il suo processo di dissoluzione è iniziato secoli or sono, c’è chi lo fa risalire alla Rivoluzione e chi anticipa i prodromi alla riforma protestante (che adesso viene addirittura giudicata con benevolenza dal Vaticano stesso); negli ultimi decenni ed in modo particolare nell’ultimo quinquennio, la spinta divoratrice ha assunto ritmi esponenzialmente vorticosi.

Tutto si dissolve dinanzi ai nostri occhi o per lo meno tutto è sotto attacco, sotto rischio quotidiano di dissoluzione, nessuna istituzione rimane illesa da questa inedita volontà di sovversione di tutte le certezze e i valori che sempre hanno sostenuto la vita e la società di chi ci ha preceduti.

Massimo Viglione ha provato a cogliere il senso di tutto quanto sta avvenendo con articoli di commento scritti nel corso dell’ultimo lustro, articoli riguardanti ogni campo fondamentale dell’umana convivenza (morale e bioetica, storia e politica, crisi della Chiesa, vita vissuta), anche e soprattutto allo scopo di non far mai venir meno la virtù teologale della Speranza, quanto mai necessaria in tempi come i presenti.

Scritti di getto, spesso sui social network dove hanno riscontrato grande successo, vengono ora raccolti in un volume che non fa perdere la vividezza di quei pensieri, che traevano dallo scandalo della notizia la loro primigenia ragion d’essere.