Si è appena concluso il tour italiano del controverso filosofo australiano Peter Singer, docente di Bioetica presso l’Università di Princeton. Il filosofo australiano è noto al grande pubblico per il suo volume Liberazione animale, pubblicato per la prima volta nel 1975, e divenuto negli anni un classico del pensiero cosiddetto “antispecista”, che nega la distinzione di specie tra uomini e animali.

Un pensiero folle ed ideologico che ha portato Singer ad affermare che «scimpanzé, cani, maiali adulti e molte altre specie sorpassano di gran lunga un bambino dal cervello leso».

Nel suo ultimo lavoro, La cosa migliore che tu puoi fare, l’autore auspica la realizzazione di un fantastico ed utopico mondo, privo di dolore e sofferenza. E sottolinea come un vero altruismo efficace debba tenere da conto i diritti degli animali, intesi come essere viventi al pari degli uomini: «Le sofferenze animali contano quanto quelle umane nel decidere se un’azione sia giusta».

Il volume, in sostanza, esprime con un titolo meno “filosofico” e più esplicativo quanto già esposto da Singer in un altro libro del 1979, Etica pratica, in cui l’autore presenta la sue idee di filosofia morale in tema di aborto, eutanasia, fame del mondo, diritti degli animali e rapporto tra legge e morale in termini puramente utilitaristici (Lupo Glori).