Compresa quella di predisporre un nuovo formulario, con cui esonerare i potenziali donatori di sangue dall’obbligo di specificare se abbiano avuto o meno relazioni sessuali a rischio, di qualsiasi tipo, negli ultimi dodici mesi. Nessuno sarà più obbligato, né obbligabile a dichiararlo, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza delle trasfusioni. L’allarmante denuncia è giunta dall’agenzia InfoCatòlica.

Una proposta analoga era già stata approvata dalla Camera dei Deputati nel novembre 2012, ma poi prevalse il buon senso e non se ne fece niente: decadde, in quanto il Senato la ritenne troppo pericolosa per la pubblica incolumità: «Meglio dar l’impressione di voler discriminare, è molto più importante continuare a salvare vite umane», disse Maria Elena Chieno, medico, già presidente della Commissione Sanità, esponente peraltro di un partito di sinistra e aderente all’Internazionale Socialista, il Frente para la Victoria.

Il che non le impedì di precisare pubblicamente, da addetta ai lavori, come «una coppia omosessuale abbia dieci volte più probabilità di contrarre l’Aids rispetto ad una coppia eterosessuale» e come si debba tener conto, nella donazione di sangue, di un «periodo-finestra» entro il quale i test ematici non sono in grado di rilevare l’eventuale insorgere della malattia, pur essendo la persona già infetta.

Gli esperti han reagito alla sconcertante novità introdotta unilateralmente dal Ministero della Sanità argentino, dichiarando che «non esiste un diritto a donare sangue, esiste il diritto a ricevere sangue sicuro. Noi tutti potenzialmente potremmo averne bisogno: il governo intende mettere a rischio la salute dell’intera popolazione solo per motivi ideologici?».