Il libro raccoglie contributi che portano l’attenzione su una questione di essenziale importanza e grande attualità dal punto di vista filosofico, etico e giuridico: quello dell’eutanasia, tema in un certo senso ereditato dalla storia (che l’ha sempre respinto) e attualizzato da un preteso “diritto” all’autodeterminazione assoluta.

L’eutanasia, per essere considerata diritto, è costretta a postulare l’assunzione di una particolare libertà (quella «negativa»), considerata, come dimostra anche l’analisi comparata delle legislazioni occidentali contemporanee vigenti offerta da questo lavoro, l’ultimo e supremo diritto individuale. Una fondamentale riflessione sull’argomento è contenuta in questo approfondito saggio.

Quattro gli autori: mons. Ignacio Barreiro Carámbula, giurista e teologo di esperienza istituzionale internazionale, nonché direttore dell’associazione Human Life International; Marco Cavina, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Bologna, che sottolinea come anche la cultura laica abbia sempre rifiutato, nei secoli passati, il concetto stesso di “dolce morte volontaria”; Giovanni Cordini, ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università di Pavia, che affronta la questione del testamento biologico; infine Danilo Castellano, ordinario di Filosofia politica e Preside della Facoltà di Giurisprudenza presso l’Ateneo di Udine, che trae le conclusioni con una Nota su eutanasia e magistero della Chiesa cattolica, rigettando ogni tipo di compromesso.