Anche questo saggio è stato redatto in seguito alle considerazioni del card. Kasper sula legittimità di riammettere all’eucarestia i divorziati risposati: «l’intento di questo piccolo volumetto – scrivono gli autori – non è altro che cercare di chiarire un po’ i termini in vista di un dibattito sufficientemente ponderato, come è giusto che sia a seguito di un intervento pubblico nel quale si è aperta la questione. Ecco perché, in questa sede, ci limiteremo a trattare i testi citati dal Cardinal Kasper per contestualizzarli e poi interpretarli».

Poiché, infatti, il Cardinale, «si fa portavoce soltanto di ciò che gli è utile per raggiungere il suo obiettivo: mostrare che nella Chiesa dei primordi vigeva una tolleranza accettata e diffusa per la comunione dei divorziati risposati. Così facendo, egli mette a tacere un fatto manifesto: il numero di testi dei Padri che negano tassativamente questa possibilità è ben più elevato e sono testi più schietti e chiari rispetto ai brani che il Cardinale cita». E questi sono: l’VIII canone del Concilio di Nicea, la cui interpretazione è falsata dalla versione erronea, che ne da l’ecumenista Cereti nel suo discutibile libro, citato a più riprese da Kasper; il commento di Origene all’eccezione del Vangelo di Matteo (5,32), san Basilio, san Gregorio Nazianzeno e sant’Agostino.

In conclusione, scrivono gli autori, «se si riprendono tutte le testimonianze sulla questione, è sorprendente constatare l’esiguità dei riferimenti ad una tolleranza. […] La posizione di tolleranza dinanzi ad un ambiente così incline al divorzio, in confronto davvero esigua, è un importante insegnamento circa il modo in cui la questione era considerata: non come qualcosa di secondario, bensì come qualcosa di molto importante rispetto al Vangelo e che andava difeso con forza a causa dell’enorme pressione che bisognava subire. La testimonianza del loro atteggiamento concreto di difesa dell’indissolubilità in opposizione a quello della società dell’epoca, era una presa di coscienza del valore profetico del matrimonio cristiano che cambiò la società di quel tempo».

Oltre alla critica nei confronti delle erronee aperture di Kasper, il testo vuole essere soprattutto un contributo positivo che indica una linea alternativa di atteggiamento pastorale misericordioso, che si ispira all’insegnamento e alla testimonianza di Giovanni Paolo II, “il Papa della Famiglia”: una linea che vuole veramente guarire le ferite e promuovere un’autentica conversione; per questo unisce intimamente la dottrina alla pastorale, la verità alla misericordia, la fedeltà alle parole di Gesù all’attenzione concreta per la persona.