Nella relazione presentata lo scorso febbraio, in occasione del Concistoro straordinario sulla famiglia, il Card. Walter Kasper, in nome della «fedeltà e misericordia di Dio», sdoganò «nell’azione pastorale», quindi nella prassi, l’eventualità di riammettere ai Sacramenti i «divorziati risposati con rito civile», in chiaro, evidente, aperto contrasto con la Dottrina cattolica.

Dottrina, saldata alla disciplina sacramentale da precise fondamenta teologiche e canoniche, evidenziate dalla Tradizione. La risposta è giunta in questo volume, scritto da cinque Cardinali e da quattro studiosi, per evidenziare come, esaminando i testi biblici fondamentali e facendo ricorso alla Patristica, non si regga quest’idea di «tolleranza», non si possa cioè offrire il Corpo di Cristo a peccatori impenitenti. Nel Nuovo Testamento l’Unto di Dio proibisce senza ambiguità divorzio e successive nuove nozze sulla base del piano disposto dal Creatore sul matrimonio (Gen 1,27; 2,24).

Il Card. Müller è molto chiaro: «Attraverso quello che oggettivamente suona come falso richiamo alla misericordia si incorre nel rischio della banalizzazione dell’immagine stessa di Dio, secondo la quale Dio non potrebbe far altro che perdonare. Al mistero di Dio appartengono, oltre alla misericordia, anche la santità e la giustizia» (p. 21). Circa l’adulterio non vi sono margini interpretativi o di errore: «Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie» (I Cor 7, 10).

Il libro affronta poi la questione dell’oikonomia, pratica diffusa nell’Oriente ortodosso dal secondo millennio, con cui si viene ammessi a seconde nozze religiose dopo un periodo di penitenza: ma fu introdotta per pressione degli Imperatori bizantini, quindi su spinta politica, non divina.

Durante la teleconferenza indetta per presentare il volume, il Card. Burke, co-autore del testo, ha evidenziato come «discussioni e disaccordi non siano una novità nella Chiesa», non esitando però a bollare come «argomentazioni alquanto ingannevoli» le acrobazie dialettiche contenute nella proposta del Card. Kasper, proposta che comporterebbe cambiamenti più di disciplina che di dottrina: «Non vi può essere nella Chiesa una disciplina, che non sia al servizio della Dottrina», ha commentato il Card. Burke. Il quale ha precisato come l’insegnamento della Chiesa circa l’indissolubilità del matrimonio sia sempre stato costante e definitivo.