Che Piero Pelù, dal palco del primo maggio, dica di Renzi «il non eletto, ovverossia il boy scout di Licio Gelli», fa notizia, ma fino ad un certo punto. Pelù è un cantante di musica rock, anche se, da fiorentino, le vicende della città del Premier le conosce bene.

Quella sua uscita, poi, l’aveva precisata («Ma era solo una battuta») e alla domanda «Lei crede davvero che Renzi abbia rapporti con Gelli?», aveva sottolineato: «Ma stiamo scherzando? Non ho nessun elemento per dimostrare che lui sia un piduista. Diciamo che sono arcinote le amicizie di Renzi con Verdini e sappiamo tutti dei rapporti di Verdini con la massoneria toscana. Sappiamo altrettanto bene quanto il padre di Renzi sia uno dei grandi capi della massoneria toscana».

Però, se al rispettabile cantante, si aggiunge il direttore del “Corriere della Sera”, le cose cambiano. Ferruccio De Bortoli, in un editoriale intitolato Nemico allo specchio, dello scorso 23 settembre, ha posto un interrogativo che egli stesso ha definito «spinoso»: «Il patto del Nazareno finirà per eleggere anche il nuovo Presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti.

Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, dallo stantio odore di massoneria».

Si può sorvolare sul fatto che De Bortoli scelga solo dopo aver preannunciato le sue dimissioni di esprimere il suo pensiero così critico su Renzi, sulla sua azione («una squadra di governo in qualche caso di una debolezza disarmante», in cui «la competenza appare un criterio secondario») e di porre un interrogativo così netto.

Resta il fatto che “Il Corriere” non solo sono in tanti a leggerlo, ma quel che più conta, tutti sanno che quando il giornale di Via Solferino scrive qualcosa, non lo fa a caso e che il direttore di quel giornale – in questo caso De Bortoli – è sempre persona bene informata, che non si può pensare lanci nello stagno un sasso di tal fatta senza considerare i rigurgiti che può provocare.

Renzi rimane imperturbabile rispetto alle parole di De Bortoli («Sono boy scout, non massone. Non omaggio poteri forti e questa è la reazione», dice). Il Grande Oriente d’Italia, invece, si agita e con il suo Grande Maestro, Stefano Bisi, risponde con una lettera a De Bortoli, nella quale si duole dell’aggettivo «stantio» e afferma che la massoneria è «un nobile Ordine che merita rispetto, e che riceve da sempre telegrammi ed attestati di stima ufficiali da parte delle massime cariche istituzionali, presidente della repubblica in testa. Altro che ammuffito, sgradevole o indigesto».