Si fa presto a dire islam… La cronaca insegna ad andarci piano con certi predicatori, che frequentano moschee e sedicenti centri culturali. Nei Paesi Bassi lo scorso 25 agosto il ministro per gli Affari Sociali, Lodewijk Asscher, ha annunciato espulsioni a raffica di imam stranieri, accusati di sostenere l’Isis e d’invocare la jihad. Ad altri imam, naturalizzati olandesi, è stato proibito di predicare.

Ma anche in Francia non tira un’aria migliore. L’imam Tareq Oubrou (nella foto), di origine marocchina ma ormai cittadino francese, è membro dell’UOIF ovvero dell’Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia, una sorta di federazione delle moschee vicine ai Fratelli Musulmani: qui vengono diffusi i testi islamici più radicali e violenti.

A Bordeaux Oubrou ha dedicato ore di conferenza in sperticati elogi verso Hassan al-Banna, il fondatore dei Fratelli Musulmani, con cui si è rivelato assolutamente in linea. Anch’egli, infatti, ritiene giusto «modernizzare l’islam, senza tuttavia modificare nulla dell’essenziale». Il che già è più che problematico… Ma non solo: proprio per questo motivo l’imam intende realizzare una grande moschea, contando su consistenti finanziamenti dal Qatar e sulla collaborazione del Comune.

Chi ancora non conoscesse i Fratelli Musulmani avrebbe fatto bene a bazzicare tra gli stand dell’ultimo Raduno annuale degli islamici di Francia, giunto alla sua 31ma edizione e svoltosi a Bourget lo scorso aprile. Tale evento è una “creatura” del citato UOIF di Oubrou. Due anni fa balzò agli onori delle cronache, in quanto a sei relatori stranieri fu vietato il soggiorno, poiché convinti assertori della morte per infedeli ed omosessuali, dell’hudud (la punizione fisica, assolutamente legale secondo la sharia), della conquista dell’Europa e della supremazia islamica.

Ma, anche soltanto sfogliando i libri sulle bancarelle del Raduno, era estremamente facile trovare ed acquistare testi giuridici islamici inneggianti allo «sterminio dei politeisti» o all’uso spinto delle armi militari «per essere in grado di assicurare la supremazia di Allah sulla Terra». Frasi, che forse su un libro a carattere storico qualcuno potrebbe anche cercare di contestualizzare nel periodo di riferimento; ma che, in questo caso, trattandosi di volumi normativi scritti per guidare i musulmani nella loro condotta e nelle loro azioni, non consentono tale acrobazia.

Si tratta di testi peraltro scritti non da fanatici estremisti, bensì da esponenti islamici di spicco, come il prof. Abu Bakr al-Jazairi, docente presso la prestigiosa Università di Medina Dar al-Hadith. Secondo lui, i Cristiani potrebbero «essere legalmente discriminati» od anche «uccisi», nel caso di convertiti dall’islam. Il volume “La realizzazione del fine”, scritto dal Qádi principale d’Egitto Hajar al-Asqualani, ritiene per la jihad un dovere estendere l’islam nel mondo intero. Allo stesso modo, stando a questo scritto, sarebbe lecito violentare le donne, anche sposate, e ridurle in stato di schiavitù, purché siano bottino di guerra.