Dopo aver pubblicato gli atti dei primi due convegni imperniati sul Motu Proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI, organizzati dall’Associazione “Giovani e Tradizione”, la casa editrice Fede&Cultura si produce nello sforzo di dare alle stampe anche le relazioni del terzo convegno (Una speranza per tutta la Chiesa, Roma, 13-15 maggio 2011), al fine di rivitalizzare e recuperare i tesori liturgici e spirituali del rito celebrato dalla Chiesa per secoli e secoli.

Il volume si avvale della prefazione del Card. Walter Brandmüller, Presidente emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, e raccoglie gli interventi di Mons. Marc Aillet, Vescovo di Bayonne (Lo spirito della liturgia, la liturgia dello spirito. L’arricchimento reciproco delle due forme del messale romano); del Card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani (Il Motu Proprio “Summorum Pontificum” come ponte ecumenico); di Mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliario di Astana (Il significato degli ordini minori nella sacra liturgia); di Mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” (L’istruzione “Universae Ecclesiae” nella prospettiva aperta del Motu Proprio); di don Nicola Bux, docente presso la Facoltà Teologica Pugliese (Il sacramento dell’ordine sacro nel pontificale romano. Una riflessione di teologia liturgica); di madre M. Francesca dell’Immacolata, FI (Le origini apostolico-patristiche della messa cosiddetta “tridentina”); del professor Roberto de Mattei, Università Europea di Roma (Il latino, lingua universale della Chiesa); di Mons. Marco Agostini, Cameriere Pontificio e membro della Segreteria di Stato (La “velatura” nella sacra liturgia).

Il volume, oltre ad essere un ottimo strumento per conoscere ed approfondire la liturgia tradizionale ed il profondo significato rivestito anche da certi suoi gesti apparentemente secondari o senza senso, serve anche a mantenere la memoria del Motu Proprio, ancora poco conosciuto, come ricorda l’organizzatore del convegno e curatore degli atti, il domenicano Padre Vincenzo M. Nuara, Presidente onorario dell’associazione “Giovani e Tradizione”, il quale, dopo aver riportato le parole di Benedetto XVI – «Purtroppo […] la Liturgia è stata colta più come un oggetto da riformare che non come soggetto capace di rinnovare la vita cristiana, dal momento che esiste un legame strettissimo e organico tra il rinnovamento della Liturgia e il rinnovamento di tutta la vita della Chiesa» -, conclude affermando: «Il Santo Padre ci ha indicato la strada, a noi il dovere di seguirla con umiltà e fedeltà, con impegno e senza tentennamenti».