È molto strano. Finché nel novero delle “derive settarie” assunte da gruppi religiosi finiscono sigle sconosciute, anonime o singolari, è tutto da verificare.

Ma quando vi figurino anche movimenti ecclesiali riconosciuti, la questione assume ben altro rilievo e suscita ben altre preoccupazioni.

È successo in Francia, dove a fine ottobre, in occasione dell'Assemblea plenaria conclusasi il 10 novembre a Lourdes, una quarantina di sedicenti “vittime” di tali gruppi, assieme ai loro familiari, han pensato di rivolgersi ai Vescovi francesi, per chieder loro di uscire «dal silenzio», di dichiararsi pubblicamente compassionevoli nei loro confronti, determinati nel far chiarezza e ristabilire la verità.

Il quotidiano cattolico d'Oltralpe La Croix include tra i firmatari di questo singolare appello fuoriusciti di organizzazioni quali Anziani delle Beatitudini, Fraternità Eucaristica, dell'Emmanuel, di San Giovanni, della Fraternità diocesana San Giovanni di Malta. Ma anche di Comunione e Liberazione. Ed, a rappresentarli, sono Xavier Léger, ex-Legionario di Cristo, Yves Hamant, padre di un'ex-aderente al Points-Coeur, ed Aymeri Suarez-Pazos, che fece parte dell'Opus dei ed oggi addirittura Vicepresidente dell'Aiuto alle vittime delle derive dei movimenti religiosi in Europa e familiari.

Il che pone l'intera vicenda in tutt'altra luce e suscita non poche domande, oltre forse a qualche preoccupazione.

Prontamente il Presidente della Conferenza Episcopale Francese, mons. Georges Pontier, ha risposto con una lettera del 7 novembre, in cui assicura a queste “vittime” vicinanza, spiega come tali situazioni «urtino e sconcertino» e, per questo, spiega come i Vescovi intendano «farsi carico delle loro sofferenze, assicurare la loro compassione, agire perché sia fatta chiarezza e la verità possa manifestarsi quando necessario», nonché aiutarli in un percorso di «ricostruzione», termine quanto mai problematico, essendo riferito evidentemente anche a fuoriusciti di movimenti ecclesiali.

Non solo: presto verrà riorganizzato il servizio di pastorale nazionale e costituito un apposito gruppo, denominato “Derive settarie”, guidato da Suor Chantal Sorlin, giudice del Tribunale ecclesiastico di Digione, col compito specifico di vigilare contro «proposte devianti» e pubblicare anche un opuscolo, che ricordi alle “vittime” i propri diritti, indicando le procedure canoniche e civili da seguire. Mentre il Vescovo di Langres, mons. Philippe Guéneley, è stato incaricato di ascoltare quanti a lui si rivolgano con questo tipo di difficoltà.

Mons. Pontier ha ricordato come il Vangelo sia «una scuola di libertà spirituale» e come dunque chi non serva «questa libertà non possa avvalersi del Vangelo». Sollecitati da alcune di queste “vittime”, i Vescovi avrebbero interrogato i responsabili dei gruppi incriminati, ottenendone a suo dire «spesso diffidenza e silenzi».

Il Presidente della Conferenza Episcopale francese ha anche invitato chi ritenesse di averne motivo, di rivolgersi «alla giustizia, poiché nessuno si trova al di sopra della legge».

Ora, affermazioni di questo tipo in un contesto già violentemente cristianofobico, laicista e secolarizzato quale la Francia equivalgono a sparger benzina sul fuoco. Il timore è che, in questo modo, anche all'interno della Chiesa, si finisca per spegnere o criminalizzare non solo le devianze effettive, bensì anche le voci fuori dal coro o ritenute “politicamente scorrette”.