I Vescovi statunitensi, alla recente Assemblea Generale svoltasi a Baltimora, hanno detto “basta” al dilagare “epidemico” della pornografia: per questo han convenuto circa l'opportunità di redigere una nuova lettera pastorale, che affronti seriamente la questione, essendone «maturi i tempi». Accolta così la proposta del Vescovo di Buffalo, mons. Richard J. Malone, Presidente eletto della Commissione per i Laici, il Matrimonio, la Famiglia ed i Giovani della Conferenza Episcopale Usa. Proposta passata a schiacciante maggioranza, 226 voti a favore su 231.

Mons. Malone ha descritto la pornografia come «una grande tentazione, che devasta uomini, donne e bambini», ponendo «gravi sfide pastorali per il clero e per i fedeli». Può provocare «effetti devastanti» nelle mura domestiche, minando «la fiducia e l'intimità tra marito e moglie, la felicità in famiglia, l'innocenza dell'infanzia».

Secondo le stime degli esperti, rese note all'Assemblea Generale, la dipendenza da pornografia rappresenterebbe un «fattore significativo» in quasi il 60% dei casi di divorzio, mentre «l'età media della prima esposizione» a materiale pornografico sarebbe compresa «tra i 10 e gli 11 anni d'età».

Oltre tutto, la pornografia è «un'industria multi-miliardaria». Le moderne tecnologie – Internet ad alta velocità ed i dispositivi wireless – l'hanno resa «esponenzialmente più accessibile rispetto al passato». Per questo il Vescovo di Buffalo ha evidenziato per la Chiesa la grossa «opportunità di educare», facendo «brillare la luce sulla misericordia e la libertà che si trova in Cristo» ed offrendo «guarigione e speranza a coloro che sono stati feriti».