Può stupire leggere che le generazioni più giovani si avvicinano al satanismo non per sete di potere, come ci si aspetterebbe, bensì perché attratte da valori (!) di cui la nostra società è indubbiamente carente o dal desiderio di integrarsi in un gruppo, vista la generale assenza della famiglia. La notizia, per certi versi sconvolgente, proviene da una indagine demoscopia citata nel saggio di Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione Nazionale Psichiatri e Psicologi Cattolici, che don Marcello Stanzione, uno dei più quotati esperti di angelologia, ha richiesto come introduzione al suo studio sull’angelo ribelle per eccellenza, Satana, che ha scritto a quattro mani con Carlo Di Pietro, studioso di demonologia e co-fondatore, assieme a don Stanzione, della Milizia di San Michele Arcangelo.

A prescindere da quali siano le motivazioni che attualmente attraggono i giovani verso il culto del Maligno, don Marcello Stanzione analizza la demonologia dal punto di vista della dottrina cattolica, indicando quali sono gli indizi per riconoscere la presenza satanica nelle tentazioni e quali siano i mezzi per respingerle. Una delle principali finalità di questa pubblicazione è quella di convincere il lettore, attraverso numerosi esempi tratti dalla Scrittura, dalla Tradizione Cattolica e dalle vite dei Santi, della reale esistenza del demonio, ridotto dalla cultura novecentesca a puro simbolo, sulla scorta delle teorie psicanalitiche e psicologiche che hanno negato ogni intervento soprannaturale nella vita umana. Del resto, come diceva Baudelaire, «il più grande scherzo del demonio è quello di farci credere di non esistere».

Come combatterlo? I sacerdoti autorizzati possono usare gli esorcismi, i semplici credenti devono difendersi in primo luogo con la preghiera (il Rosario è particolarmente adatto, come confermato da numerose apparizioni mariane). E da un punto di vista sociale? Purtroppo il satanismo, in quanto culto al demonio, non è penalmente perseguibile in se stesso, ma solo per gli aspetti criminali ad esso collegati: lo Stato italiano, cioè, deve rispettare gli adepti a Satana, potendoli fermare solo in seguito a crimini (generalmente vilipendio di cadaveri e della religione, nonché reati di natura sessuale). Ma non mancano gli omicidi, come documentato al termine del saggio, con i numerosi casi che nel corso del solo ultimo decennio si sono verificati soprattutto in Lombardia (il caso delle Bestie di Satana nel Varesotto, il sacrificio rituale di suor Laura Mainetti presso Sondrio, il delitto Pezzotta a Gallarate), ma che non lasciano indenni le altre parti della Penisola e che hanno a protagonisti sempre giovani o giovanissimi, a ulteriore riprova della pericolosità che il fascino perverso del Maligno esercita nei confronti delle menti più facilmente influenzabili.