Nella Francia di Luigi XIV, agitata dal gallicanesimo, dal giansenismo e dal quietismo, il teologo domenicano Antonin Massoulié difese a spada tratta l’ortodossia cattolica utilizzando come strumento principale il tomismo. Tra le sue opere di particolare importanza e di grande attualità è questo trattato, ora riproposto in una nuova e scorrevole traduzione. Il titolo originale del lavoro di Massoulié era Meditazioni di San Tommaso sulle tre vite Purgativa, Illuminativa e Unitiva per gli Esercizi di dieci giorni con la pratica delle meditazioni dello stesso san Tommaso o Trattato delle Virtù. Ciò si riflette nella divisione in quattro sezioni: prima le dieci meditazioni dedicate a staccarsi dalla concupiscenza verso i beni terreni; poi le dieci riguardanti la pratica delle virtù e l’amore verso il prossimo e quindi quelle relative la tensione verso il Divino. Ogni singola meditazione è divisa in tre “punti” e una “riflessione”. A tale triplice sezione segue un’analisi delle varie virtù, dalle teologali a quelle della vita comune (obbedienza, silenzio, umiltà, semplicità, etc.) che espone prima i “motivi” e quindi gli “atti”.

Lo scritto ha l’indubbio pregio di rivalutare il san Tommaso “mistico”, troppo spesso oscurato dal san Tommaso “intellettuale”: egli, ricorda il curatore Carlo Bonfanti, viene tradizionalmente definito “Doctor Angelicus” «non tanto per il suo immenso sapere, quanto per i rapimenti e le estasi che lo in alzarono al di sopra della natura, portandolo a colloquiare con gli spiriti beati» e che «ogni volta che il santo si apprestava a insegnare, scrivere o dettare, ricorreva innanzitutto all’orazione e spesso, prima di darsi allo studio delle cose divine, versava lacrime». Con il suo lavoro Massoulié (che combatté attivamente le deviazioni ereticali del suo tempo) ci dona un perfetto esempio di mistica ortodossa, una guida sicura per il lettore onestamente interessato a percorrere le vie della vita interiore secondo l’insegnamento di san Tommaso.

Il libro, la cui traduzione, avendo come fine non un lavoro di “archeologia bibliografica”, ma la realizzazione di uno strumento di lavoro, ha sfrondato alcune ripetizione e cercato di rendere nella maniera più comprensibile al lettore moderno ragionamenti talvolta inficiati dallo stile enfatico dell’epoca. L’idea originale era quella di dedicare dieci giorni alla meditazione con quattro momenti di riflessione nel corso della giornata; compatibilmente con i tempi della nostra esistenza quotidiana, Bordoni suggerisce di “ruminarlo”: cioè di non cercare di leggerlo tutto di un fiato, bensì di almeno meditarlo, affrontandone un capitoletto al giorno, seguendo l’uso della pratica monacale.