Radici Cristiane

Diretto da Roberto de Mattei

Egitto: boicottaggio dei prodotti cristiani

È una vera e propria “ lista nera” quella che circola da alcuni mesi su centinaia di siti islamici per invitare i musulmani egiziani a boicottare le società di proprietà dei copti. La “Campagna di boicottaggio dei prodotti copti” fornisce un elenco lunghissimo di aziende che farebbero parte dell’“Impero del male” in Egitto. La lista comprende Huyndai, Orascom per i servizi alberghieri, Orascom per la tecnologia, Mobinil per la telefonia mobile, Elguna per il trasporto terrestre, Delmar per i prodotti farmaceutici, Abela per gli alimentari, Avon per i cosmetici, LinkdotNet per le telecomunicazioni, e molte altre compagnie.

La campagna si accanisce soprattutto contro sette ditte farmaceutiche di cui fornisce un elenco dettagliato dei medicinali con, a fianco di ciascuno, il suo “alternativo” prodotto in ditte musulmane. Si raccomanda ai giovani musulmani egiziani di non rivolgersi ai gioiellieri copti per l’acquisto degli anelli di fidanzamento o di matrimonio. «Verificate i nomi prima di entrare in negozio. Oppure fissate l’interno dei negozi se ci sono appese croci», si legge nell’avvertimento.

Il perché di tanta ostilità? Una reazione alla segregazione, secondo i promotori, di alcune ragazze copte desiderose di convertirsi all’islam nei monasteri della Chiesa. I video citano i nomi di Marianne, Teresa, Abir, Rabab e altre «martiri dell’odio crociato», detenute da anni per farle desistere dal loro proposito.

In realtà, del problema di scomparsa o rapimento di ragazze cristiane si sono sempre lamentati i copti. Il Consiglio nazionale per i diritti dell’uomo ha riferito nel suo ultimo rapporto di aver ricevuto 35 reclami in proposito da famiglie copte. Il ministero dell’Interno aveva allora replicato che le ragazze erano semplicemente fuggite di propria volontà con uomini musulmani e che si erano convertite “liberamente” all’islam.

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