La moglie del Re Juan Carlos rompe il tradizionale riserbo e, in un libro, attacca indirettamente Zapatero intervenendo anche su aborto ed eutanasia. «Posso capire, accettare e rispettare che ci siano persone di un’altra tendenza sessuale, ma che si sentano orgogliosi di essere gay? Che sfilino sui dei carri alle manifestazioni? Se tutti noi non gay facessimo le stesse sfilate collasseremmo il traffico».

La Regina ha poi espresso opinioni non solo sugli omosessuali, ma anche su aborto, eutanasia, religione o sui politici preferiti. Sui gay la regina chiosa «se vogliono vivere assieme, vestirsi per la cerimonia e sposarsi ne hanno tutto il diritto, ma che non lo chiamino matrimonio, perché non lo è».
Dichiarazioni del genere, nell’unico paese del sud Europa dove i matrimoni omosessuali sono permessi per legge, hanno chiaramente scatenato la polemica, tanto che la Federazione Statale di Lesbiche, Gay, Transessuali e Bisessuali ha già chiesto alla regina Sofía di rettificare quello che ha raccontato.

Ma la sovrana non si è fermata lì. Alla domanda sull’aborto ha detto «sono assolutamente contraria» e anche sull’eutanasia ha lasciato intendere tutto il suo dissenso. «Non sono a favore, la vita e la morte non stanno nelle nostre mani». Doña Sofía ha invece assicurato di essere «totalmente a favore» della morte dignitosa.

Idee chiare la monarca sembra averle anche sull’insegnamento della religione, proprio quando nel Paese infiamma lo scontro sull’imposizione della materia alternativa proposta da Zapatero, l’educazione civica. «Bisogna insegnare la religione alle elementari e fino a una certa età: i bambini hanno infatti bisogno che gli si spieghi l’origine del mondo», ha affermato Doña Sofía.