Enigmatica, impenetrabile, misteriosa, lontana…  Così la Cina è sempre apparsa all’Occidente. Una quarantina d’anni fa, in epoca di suggestioni (poi delusioni) “rosse”, si diceva «la Cina è vicina», ma in realtà non lo era… Oggi invece, in piena globalizzazione, dobbiamo davvero fare i conti con questo immenso Paese – un quinto della popolazione mondiale – che sta vivendo una sofferta trasformazione nel tentativo di coniugare la tradizione comunista con la logica del capitalismo per realizzare quell’ibrido chiamato «socialismo di mercato».

Da qualche anno questa formula sta effettivamente aprendo i portali della Grande Muraglia al benessere economico, ma purtroppo non impedisce il perpetuarsi di schemi tipici dei regimi comunisti. Perciò la Cina continua ad essere al primo posto per il numero annuale di condanne a morte ed esecuzioni, per il totale dispregio dei diritti umani, per il numero di “aborti di Stato” e di soppressioni di neonati (soprattutto femmine), per il numero di prigionieri che riempie i terribili Laogai (campi di rieducazione attraverso il lavoro, leggi: lager), per il commercio di organi da trapianto, per lo sfruttamento del lavoro minorile, per la persecuzione delle religioni, quest’ultima addirittura intensificata in misura d’un recente risveglio religioso anche in seno alle file degli iscritti al Partito Comunista Cinese.

Per districarsi in questa complessa realtà si rivela prezioso il volume Missione Cina di padre Bernardo Cervellera. Missionario del PIME (Pontificio Istituto Missione Estere) e giornalista, padre Cervellera è stato direttore di Fides, l’agenzia di informazione internazionale del Vaticano – divenuta sotto la sua guida un’autorevole organo giornalistico molto apprezzato dai media mondiali – ha insegnato “Storia della Civiltà occidentale” all’università di Pechino (Beida) dal 1995 al ‘97 e attualmente è responsabile dell’agenzia giornalistica Asia News. Un’indagine a 360º che rileva le contraddizioni del miracolo cinese ed esorta a «guardare oltre le nuove industrie e i banchetti nei ristoranti». 170 milioni di disoccupati e 287.000 suicidi l’anno la dicono lunga!

Interessante l’analisi della “nuova rivoluzione culturale” cinese: una rinascita spirituale e un’attenzione crescente verso il Cristianesimo sia al livello popolare che accademico. Un bisogno di trascendenza che potrebbe rappresentare quel seme di speranza che tanti cinesi e il mondo intero attendono.