Nonostante quanto stabilito da una normativa dell’Unione Europea, il Parlamento della Lettonia ha deciso di escludere dalla sua Legge Anti-Discriminazione il divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale. I legislatori lettoni hanno rifiutato di mettere in atto tale normativa nonostante fosse fra le condizioni per l’acccesso della Lettonia all’Unione nel 2004.

In Lettonia il Disegno di legge Anti-Discriminazione fu presentato nel marzo 2004 allo scopo di adempiere ai requisiti imposti dall’UE per l’uguaglianza razziale e occupazionale, che comprendono un divieto esplicito della discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Ma diversi membri del partito al governo, i Cristiano-democratici, hanno chiesto la cancellazione della clausola sull’orientamento sessuale, definendo l’omosessualità come “peccaminosa” e “degenere”.

La Lettonia è l’unico stato dell’UE a non avere una normativa specifica contro la discriminazione sul lavoro e nelle politiche di assegnazione di alloggi che faccia riferimento all’orientamento sessuale.
Quest’ultima mossa da parte del Parlamento lettone ha nuovamente suscitato le ire degli attivisti omosessuali. Nel dicembre 2005, il parlamento aveva approvato con una maggioranza schiacciante un emendamento costituzionale per proteggere la definizione tradizionale del matrimonio. Ai sensi del codice civile della Lettonia era già illegale il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, ma adesso l’emendamento costituzionale afferma esplicitamente che il matrimonio può esistere solo fra un uomo e una donna.

I rappresentanti dell’Associazione internazionale gay e lesbiche (ILGA) esigono che l’UE riveda l’ammissione della Lettonia all’Unione e ha detto di sperare che la Commissione europea avrebbe fatto dei passi legali  per assicurare che la legge venga applicata in pieno.

La direttrice di ILGA-Europa Patricia Prendiville ha dichiarato che «come stato membro dell’Ue la  Lettonia si sta comportando in modo contraddittorio e mancante di rispetto per i principi di uguaglianza e di non-discriminazione concordati e confermati dai vari trattati UE».  Riccardo Gottardi, Co-presidente dell’ILGA – Consiglio esecutivo per l’Europa ha detto: «crediamo sia giunto il momento di agire in modo concreto e serio perché tutti nell’Unione Europea abbiano ben chiaro il fatto che l’omofobia e le altre forme di discriminazioni non sono accettate e saranno affrontate nella maniera più seria».

All’ILGA è stato  più volte rifiutato dall’ONU l’accredito come ONG perché ammette fra i suoi membri i gruppi pedofili. Le linee guida dell’ONU per l’accredito delle ONG proibiscono anche alle ONG di procedere ad attacchi «motivati politicamente» contro gli Stati membri dell’ONU. Gli attacchi dell’ILGA alla Lettonia probabilmente saranno visti come una violazione di questo divieto.

Il giorno prima della decisione del parlamento della Lettonia, l’UE aveva approvato una risoluzione per la lotta all’omofobia che prevederebbe delle sentenze contro fatti di omofobia, anti-semitismo e islamofobia. Nonostante la pressioni dagli attivisti omosessuali e dall’UE, i parlamentari della Latvia hanno considerato improbabile che venga reintrodotto o sostenuto il divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale.