Il Cristianesimo possiede due tipi di verità: naturali e rivelate. Le prime sono indagabili e dimostrabili con la ragione, le seconde, pur non essendo dimostrabili, sono comunque suscettibili di un’indagine razionale sulla loro credibilità. Il tutto all’insegna della collaborazione ragione-fede. In merito a questa indagine sulla credibilità del Cristianesimo si sviluppa la cosiddetta apologetica: ovvero la dimostrazione e la difesa razionale e storica delle verità della fede cristiana.

È proprio l’analisi apologetica che dimostra l’unicità del Cristianesimo: unicità che è l’argomento dell’ultimo libro di Corrado Gnerre, docente di Storia delle Dottrine Teologiche e di Storia dell’Utopia all’Università Europea di Roma.

L’unicità del Cristianesimo di cui parla Gnerre non è soltanto quella in merito alla grandi verità della dottrina, ma anche quella relativa alla perfetta coerenza, organicità e addirittura genialità del Cristianesimo. L’autore tiene a precisare che la grandezza del Cristianesimo (da qui la sua innegabile origine divina) sta nel fatto che la sua dottrina sa soddisfare tanto l’esigenze della mente, quanto quelle del cuore. Si tratta di una coerenza integrale, che, proprio per questo, rende davvero unico il  Cristianesimo. Gnerre frequentemente fa riferimenti ad altre tradizioni religiose, rilevandone l’insufficienza sull’aspetto
dell’organicità e della coerenza, e quindi sulla possibilità di soddisfare tanto la mente quanto il cuore.

Scorrendo l’indice, leggiamo che in questo libro il Cristianesimo è presentato e dimostrato come l’unica religione che sconfigge il Tempo, che dà senso alla sofferenza, che dà senso alla morte, che rende l’uomo “universo” di Dio, che rende grande il “piccolo”, che permette di “accarezzare” la volontà di Dio. L’unica religione della pienezza, della semplicità, della felicità, della tenerezza, della vera potenza, della conservazione del proprio umano, dell’amore, dell’incontro, dell’infanzia, della compagnia e della vera ricchezza.