La casa editrice Solfanelli lancia una nuova, agile collana dedicata all’approfondimento storiografico: il primo volume affronta la creazione dell’icona di Mazzini; il secondo, In nome del Papa-Re, a cura del Centro Studi Giuseppe Federici, ricostruisce sinteticamente le vicende dell’esercito di Pio IX dall’unità d’Italia (1860) alla caduta di Roma (1870); il terzo, La perdutissima setta di Ruggero Morghen, analizza brevemente i documenti pontifici che da Clemente XII (quindi dalla nascita della massoneria) a Leone XIII si occupano della libera muratoria.

La collana ha il pregio di essere sintetica, senza che ciò vada però a scapito della scientificità del testo, ed inoltre affronta in maniera semplice e con un linguaggio accessibile problematiche importanti, ma generalmente poco considerate dalla maggior parte dei manuali storici – almeno da quelli più diffusi.

Ad esempio la figura di Mazzini, troppo funzionale all’esaltazione – piuttosto che allo studio pacato e rigoroso – del Risorgimento, viene riletta con attenzione nel saggio di Agnoli; lo studioso ne mette in risalto le contraddizioni già emerse ai suoi tempi, quando il “Padre della Patria” alla vigilia della presa di Roma veniva addirittura incarcerato dai Savoia nella fortezza di Gaeta affinché la sua presenza non infastidisse la fase finale dell’unità italiana (Mazzini sosteneva la necessità di “italianizzare il Piemonte” anziché “piemontesizzare l’Italia”, quello che si andava invece facendo) e certe sue posizioni umanitarie – paradossalmente – ai nostri giorni trovano riscontro più nella dottrina sociale della Chiesa, da lui tanto odiata e disprezzata, ben più che nei principi (e nella prassi) dei governi di ispirazione agnostica dei nostri tempi.

Il volume riguardante l’esercito pontificio nel decennio 1860-70 affronta poi un capitolo che i manuali di storia tendono a dimenticare: accadde infatti che ben quindicimila volontari accorressero dagli ex Stati Pontifici come da varie parti d’Europa per difendere Pio IX. Un fatto imbarazzante per tutti coloro che volevano dipingere l’ultimo Papa-Re come un tiranno odiato dai propri sudditi onde giustificare l’aggressione e l’annessione alla nuova Italia (o, se si preferisce, al Grande Piemonte).

Imbarazzante – per taluni storici – è anche la formazione delle milizie volontarie: non soltanto rampolli dell’aristocrazia, presente addirittura con nobili di sangue reale, ma anche contadini e studenti universitari, figli del popolo e discendenti dei combattenti vandeani, come il barone Athanase de Charette.

Il terzo volume propone infine una lettura diretta dei testi pontifici sulla massoneria (con ampie citazioni dagli stessi), evidenziando non tanto l’elemento della condanna verso gli aderenti, quanto la descrizione della libera muratoria che emerge dai documenti papali: diviene in tal modo perfettamente comprensibile il perché della decisa condanna nei confronti di tale setta.