Secondo una notizia della CNA del 13 settembre, i vescovi cattolici dell’Inghilterra e del Galles stanno chiedendo una esenzione dalle nuove leggi di pari diritti che potrebbero costringergli a ordinare transessuali sacerdoti o ad ammettere suore che hanno cambiato sesso. Il governo pretende modificare la legge contro le “discriminazioni indirette” affinché ci sia un automatico cambiamento nei registri e nei certificati ogniqualvolta avviene un intervento chirurgico per cambiamento di sesso.

Anche nei registri parrocchiali? La notizia non è interamente chiara al riguardo, ma il suo contesto fa capire che la risposta sia affermativa. Comunque, secondo lo spirito della legge, non si potrebbe addurre il precedente cambiamento di sesso per privare una persona dell’accesso a una determinata posizione.

Teologicamente sarebbe un assurdo: non basta solo il volere dell’aspirante. È il vescovo che chiama un candidato al ministero sacerdotale, il suo parere è assolutamente determinante. Siccome il governo britannico ha negato precedentemente una esenzione alla Chiesa Cattolica quando ha chiesto di non essere costretta nel suoi consultori pubblici a dare bambini in adozione a coppie omosessuali, tutto fa pensare che anche questa volta verrà negata la sua richiesta.