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Diretto da Roberto de Mattei

Clonazione: la Camera spagnola approva la clonazione terapeutica

Il Congresso dei Deputati ha approvato definitivamente il 14 giugno la Legge di ricerca biomedica con la quale si incentiva e si regola la cosiddetta “clonazione terapeutica” in funzione dei “benefici” che si riflettono sul miglioramento della salute dei cittadini. In questo modo la Spagna è il quarto Paese europeo ad accettare la clonazione terapeutica ed il nono in tutto il mondo, dopo Regno Unito, Belgio, Svezia, Giappone, Australia, Israele, Corea del Sud e Singapore. Il testo finale ha potuto contare sull’appoggio di tutti i gruppi parlamentari ad eccezione del Partito Popolare, che ha votato contro alcuni punti che includevano «errori gravi e carenze significative».

Appena approvata la legge, numerosi esperti in Bioetica hanno concordato nell’affermare che non c’è alcuna ragione scientifica che giustifichi la clonazione. Il Presidente del Foro della Famiglia, Benigno Blanco, ha dichiarato che la legge rappresenta «una retrocessione etica totalmente ricusabile» perché trasforma l’embrione umano in «mero materiale» di investigazione. «Credo che sia una legge profondamente negativa perché la Spagna sarà uno dei Paesi del mondo dove la vita dell’essere umano, nelle sue fasi di sviluppo, sarà più indifesa», ha affermato. La legge infatti, secondo Blanco, antepone «gli interessi dell’investigazione farmacologica e tecnologica biomedica di fronte alle considerazioni etiche di protezione dell’embrione». Infine ha affermato che costituisce «un passo indietro molto rilevante» dal punto di vista bioetico.

L’Associazione Nazionale di Bioetica ed Etica Medica ha ricordato inoltre che l’iter della legge non ha tenuto in conto le opinioni degli esperti nella materia.

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