Sono almeno 200 gli attacchi subiti dai cristiani in India da gennaio a novembre di quest’anno. Gli incidenti  vanno dalla profanazione dei luoghi religiosi fino all’omicidio di esponenti della comunità di minoranza. La denuncia arriva dal Global Council of Indian Christians (GCIC), che a Bangalore ha organizzato una manifestazione pacifica per sensibilizzare la popolazione sul problema e pregare per la fine della violazione dei diritti umani e della libertà religiosa nell’Unione.

Gli organizzatori, in un comunicato stampa che spiega le ragioni della mobilitazione, sottolineano che un preoccupante aumento degli attacchi si è verificato nello Stato di Karnataka. Qui la maggior parte delle vittime sono dalit - i fuori casta - e tribali. Le violenze sono per lo più opera dell’organizzazione di fondamentalisti indù, Sangh Parivar; ma anche i fondamentalisti musulmani fanno la loro parte.