Radici Cristiane

Diretto da Roberto de Mattei

Cina: I condannati a morte sono la base del traffico di organi

Il governo ammette che in Cina c’è un traffico illegale di organi umani per i trapianti. Ma conclude che a farlo sono i chirurghi e detta un “codice di condotta”.

Il 14 novembre a Guagzhou nel Summit nazionale sul trapianto degli organi Huang Jiefu, viceministro della Sanità, ha ammesso che “la maggior parte degli organi sono prelevati dai condannati uccisi”, aggiungendo che “le pubbliche autorità richiedono il consenso informato dei prigionieri o delle loro famiglie alla donazione degli organi”.

Ha ripetuto che il prelievo, la distribuzione e il trapianto degli organi “debbono avvenire con l’attento controllo delle amministrazioni e deve essere eliminato il ‘mercato nero’ ”, specie quello che preleva organi da soggetti non consenzienti per venderli a caro prezzo a cittadini stranieri. Ha annunciato l’istituzione di un registro per tutte le donazioni di organi.

Ogni anno, secondo dati ufficiali, ci sono tra le 2 mila e le 10 mila esecuzioni, il maggior numero al mondo. I parenti lamentano che spesso non viene consegnato loro nemmeno il corpo del congiunto. Le ONG per la tutela dei diritti hanno rivelato l’esistenza di un vero mercato per la vendita degli organi a cittadini stranieri, che entrano nel Paese come turisti per sottoporsi a trapianto.

È la prima volta che fonti ufficiali ammettono l’esistenza del mercato nero e il diffuso prelievo di organi dai condannati a morte, finora sempre negati. Immediata la risposta dei medici: circa 600 chirurgi presenti a Guangzhou hanno subito sottoscritto una dichiarazione in cui affermano di non essere coinvolti in alcun trapianto di organi; di non aver partecipato ad operazioni su pazienti esteri entrati come turisti; di essersi sempre attenuti alla legge e ai principi etici medici.

 

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