Nella sua omelia di Omaggio all’Immacolata, l’8 dicembre 2006 in Piazza di Spagna a Roma, Benedetto XVI ha ribadito un concetto che gli è caro: “MostraTi – ha detto rivolgendosi alla Madonna – Madre e vigile custode per l’Italia e per l’Europa, affinché dalle antiche radici cristiane sappiano i popoli trarre nuova linfa per costruire il loro presente e il loro futuro”.

Questo richiamo non va interpretato come un appello puramente devozionale al sentimento dei fedeli, ma può e deve essere inteso alla luce del profondo legame che il Papa stabilisce tra il dogma dell’Immacolata e le radici cristiane della società.
Benedetto XVI si è soffermato più volte su quest’ultimo punto, ribadendo come la Chiesa non può essere confinata negli angusti confini della sfera privata, ma deve espandere la sua benefica influenza su tutta la società. Nel suo discorso all’Unione Giuristi Cattolici tenuto il giorno successivo all’omelia di Piazza di Spagna, il Papa ha criticato in particolare la “visione a-religiosa della vita, del pensiero e della morale”, secondo cui si vorrebbe escludere la religione “dalla vita pubblica”. Eppure, Egli ha ammonito, tale tipo di laicità “sembra essere diventato quasi l’emblema qualificante della post-modernità, in particolare della moderna democrazia”.

La società non può essere separata da Dio, come la pianta non può essere separata dalle radici, perché solo da esse trae valore, bellezza, vitalità, mentre separata da essa isterilisce e muore. C’è una sola pianta di Dio, un solo albero, una sola vite, di cui il Cristo è il ceppo e le creature razionali, angeli ed uomini, sono tralci.

Ma tra tutte le creature, la più vicina e la più unita al Cristo, che è il tronco, è Maria. «Ella – ricorda dom Pollien – ha vissuto in Lui, di Lui, per Lui; primo ramo, il più vicino al tronco, ha ricevuto la sua linfa e questa linfa è venuta a fruttificare in Lei senza che mai né un movimento, né un istante abbia intralciato il suo sviluppo»..

È soprattutto attraverso di Lei, con Lei e grazie a Lei che il Corpo Mistico di Cristo deve irrorare tutta la società, alimentandola della sua linfa vitale. Maria è piena di grazia e perfettamente conforme alla santità di Dio, di cui è Madre. L’opposizione al male e al peccato in Lei è assoluta. Maria è l’Immacolata.

La proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte di Pio IX, l’8 dicembre 1854, costituì la più radicale opposizione al processo di secolarizzazione della società iniziato con la Rivoluzione Francese. Questo dogma ci ricorda che gli uomini non possono costruire alcun “paradiso terrestre”, con le loro forze, perché la terra, segnata dal peccato, è una valle di lacrime.

Solo Maria, per privilegio divino, fu immune da ogni peccato. Se Ella sola fu concepita immacolata, allora ogni altro essere umano nasce col peccato originale e ha bisogno, per salvarsi, dell’aiuto soprannaturale della grazia; se non vi è peccato originale, allora ognuno è concepito immacolato e può costruire il mondo secondo la propria volontà di potenza: è questo il cammino percorso dall’umanità negli ultimi due secoli.

L’attualità di quest’insegnamento va meditata, in un momento in cui il Governo italiano nega alla Chiesa il diritto di intervenire contro provvedimenti che stravolgono l’ordinamento naturale della società, come la legalizzazione dei PACS e dell’eutanasia.
Queste leggi si basano su una concezione immacolata della storia, ovvero sul potere, attribuito all’uomo, di fare e disfare la società, a proprio arbitrio, indipendentemente da un ordine naturale e cristiano di principi e valori. In realtà, il compito delle leggi è proprio quello di aiutare l’uomo a vincere le proprie inclinazioni disordinate, reprimendo il male che è in lui, e proponendo un modello positivo di regole sociali a cui egli deve uniformarsi.

In questo senso, come afferma Benedetto XVI, «la Chiesa ha il diritto di pronunziarsi sui problemi morali che oggi interpellano la coscienza di tutti gli esseri umani, in particolare dei legislatori e dei giuristi. Non si tratta, infatti, di indebita ingerenza della Chiesa nell’attività legislativa, propria ed esclusiva dello Stato, ma dell’affermazione e della difesa dei grandi valori che danno senso alla vita della persona e ne salvaguardano la dignità. Questi valori, prima di essere cristiani, sono umani, tali perciò da non lasciare indifferente e silenziosa la Chiesa, la quale ha il dovere di proclamare con fermezza la verità sull’uomo e sul suo destino».

Nella celebre Lettera al Cardinal Fornari del 19 giugno 1852, Juan Donoso Cortés vedeva nell’immacolato concepimento dell’uomo, opposto al dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, la radice degli errori moderni, sul piano teologico, politico e sociale. Negata infatti l’azione di Dio sopra l’uomo peccatore e separato il Creatore dalla creatura, la società si allontana istintivamente dalla Chiesa allo stesso modo. «Perciò, – afferma il grande statista spagnolo – là dove Dio è relegato nel cielo, la Chiesa  è relegata nel santuario». Quando Dio e la Chiesa si ritraggono dalle società umane, nessuno può occuparne il posto. Il vuoto che esse lasciano produce il turbine dell’anarchia e ad essa succede inevitabilmente il totalitarismo.

«Affermare che la Chiesa ha il diritto d’insegnare – osserva Donoso Cortés – è legittimo e ragionevole, ma è una affermazione incompleta se non si asserisce allo stesso tempo che il mondo ha il diritto di essere istruito dalla Chiesa. Senza dubbio, le società civili sono in possesso di quella tremenda libertà che le lascia arbitre anche di non elevarsi agli altissimi monti delle verità eterne, e di scivolare dolcemente fino a cadere nell’abisso attraverso i rapidi pendii degli errori; la questione sta nell’accertare se può dirsi che eserciti un diritto colui che, perduta la ragione, commette un atto di pazzia; o, per dirlo più brevemente, se eserciti un diritto colui che rinuncia a tutti i diritti per mezzo del suicidio».

Oggi il suicidio culturale e morale sembra la deliberata scelta del mondo in cui viviamo. Nulla può frenare la nostra società nella sua corsa verso l’abisso, se non uno sguardo. Quello misericordioso dell’Immacolata, che si volge verso di noi e attende solo la nostra risposta.