Il grande grecista Raffaele Cantarella a suo tempo curò una raccolta antologica di poesie bizantine; essa è stata ora riedita a cura di Fabrizio Conca. Questa antologia ha il merito di far conoscere un tesoro poetico orientale, purtroppo poco noto al grande pubblico, che fiorì per oltre un millennio tra il IV e il XV secolo, influenzando anche la letteratura europea occidentale.

La poesia bizantina si sentì erede della tradizione classica greco-romana, ma sviluppò una propria estetica e manifestò il fiorire di una nuova e raffinata civiltà. Trattò motivi sia religiosi che profani, ma ebbe spiccato carattere cristiano. Mediante varie forme poetiche, essa seppe formulare i dogmi della Fede, elevare inni liturgici, esprimere la religiosità popolare e monastica, esprimere la “teologia civile” della Cristianità orientale, raccontare la storia della Chiesa e dell’Impero.
Fra i poeti bizantini a carattere religioso spiccano le figure di san Gregorio di Nazianzo, san Giovanni Damasceno, Romano il Melode, Andrea Cretese, Teodoro Prodromo; ma vanno ricordati anche Sofronio di Gerusalemme, Agatia Scolastico, Paolo Silenziario, Giovanni Geometra, Cristoforo di Mitilene. Né possiamo dimenticare quei vescovi-poeti che difesero il culto delle immagini, come Teofane di Nicea, o che promossero la riconciliazione col Papato, come Giuseppe di Metone.

Tuttavia la maggior parte dei componimenti sono anonimi, in quanto allora i poeti non volevano tanto affermare una propria personalità quanto esprimere la propria civiltà. Fra queste poesie anonime, importanti sono gli inni liturgici, fra i quali ricordiamo il natalizio Megalunàrion, l’eucaristico To soma su to àghion e il mariano Akàtistos. Ma non vanno dimenticati i componimenti che celebrano le imprese dell’Impero e i suoi sovrani, come quelli scritti in morte di Irene Comnèna e per commemorare Costantino il Grande.