Questo volume raccoglie due importanti saggi scritti dal conte Monaldo Leopardi, letterato, filosofo e uomo politico vissuto tra il XVIII e il XIX secolo, padre del più noto Giacomo. Autore sottostimato e frainteso, combattuto con la congiura del silenzio e della calunnia, egli è stato recentemente riscoperto non solo come raffinato letterato e abile polemista, ma anche come acuto intellettuale e saggio politico. Lo confermano questi due brevi “catechismi”, datati 1832, dedicati al grande pubblico.

Il Catechismo filosofico espone gli elementi essenziali di filosofia e di etica sociale da insegnare in tutte le scuole per preservare i giovani dagli errori rivoluzionari. Il conte parte dal fatto che l’uomo, essendo creatura, dipende da Dio, dalla legge naturale, dall’autorità e dalla società; pertanto confuta la moderna pretesa dell’assoluta autonomia ed attacca l’egualitarismo che giustifica e propaga orgoglio e ribellione, causando quindi di disordine morale e politico.

Più in generale, Leopardi dimostra che le errate opinioni in campo culturale, morale e religioso possono avere gravi conseguenze nella vita dei popoli che ne restano sedotti. Questo volumetto ebbe un tale successo, che venne adottato in tutte le scuole del Regno delle Due Sicilie.

Il Catechismo sulle Rivoluzioni sostiene che la religione e la morale cristiane sono incompatibili con la Rivoluzione Francese, vista come empia rivolta contro l’ordine metafisico e sociale stabilito dalla Divina Provvidenza. Il conte dimostra che autorità, libertà e bene comune sono le basi della vita civile dei popoli. Alle astratte “nazioni”, inventate per imitare la Francia liberale, egli contrappone le concrete “patrie”, ereditate dalla storia e dalle tradizioni italiane. Questo volumetto fu meno noto del precedente, ma ebbe notevoli ripercussioni anche all’estero.